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Apple celebra i primi trent'anni di Macintosh

Apple si appresta a festeggiare il 30esimo compleanno del suo Macintosh. Era infatti il 24 gennaio 1984 quando il 28enne Steve Jobs presentò il primo modello del suo Mac, un'evoluzione dello storico Apple II datato 1977. Il Macintosh 128K fu il primo personal computer immesso sul mercato a proporre, di default, un'interfaccia utente di tipo grafico ed un mouse.
Microsoft, infatti, annunciò la prima versione di Windows nel mese di novembre 1983 ma rilasciò ufficialmente la sua interfaccia (allora, più che un sistema operativo vero e proprio, un'estensione del MS-DOS) solo due anni dopo, nel 1985.

Sebbene il pensiero corra subito a Jobs, figura che ha saputo guidare un colosso come Apple portandola oggi ad occuparsi, così come altre società leader dell'IT, di dispositivi mobili, software, device per la professione e lo svago, il padre del primo Macintosh è Jef Raskin, docente, programmatore ed esperto di interfacce uomo-macchina. Deceduto nel 2005, per lo stesso male che ha stroncato Jobs sette anni più tardi, Raskin non nascose mai di essere stato colui che inventò il Macintosh e ne coniò il nome.


Inizialmente, quando Raskin (fu il 31esimo dipendente di Apple, assunto nel 1978) propose l'idea del Macintosh, Jobs non ne fu per nulla convinto. Anzi, ne osteggiò la realizzazione pensando che non avrebbe avuto mercato. Eppure, quando Jobs andò a visitare i laboratori della Xerox comprese che il mondo dell'informatica avrebbe ben presto fatto registrare grandi cambiamenti con il passaggio alle interfacce grafiche ed uno sguardo puntato verso il grande pubblico. Computer non più come strumenti appannaggio delle grandi aziende e degli esperti ma oggetti davvero "personal".

Apple lavorò quindi su due progetti: Lisa e Macintosh. Molte delle idee alla base del computer Lisa, anch'esso dotato d'interfaccia grafica, furono fatte derivare dalla Xerox.
La vita di Lisa fu piuttosto breve: Apple non riuscì a convincere il mercato ed il progetto fu ritirato nel 1986. Parallelamente, invece, Jobs - che era stato esautorato dalle sue precedenti funzioni nell'ambito del progetto Lisa - si occupò del Macintosh.


Il Macintosh 128K, rilasciato esattamente trent'anni fa, era contenuto di un case di colore beige di larghezza pari a 23 centimetri. Basato su un microprocessore Motorola 68000, era equipaggiato con 128 KB di memoria DRAM ed usava un bus dati da 16 bit. Inizialmente commercializzato al costo di 2.495 dollari, ne furono venduti 70.000 esemplari in poco più di tre mesi.

C'è uno spot pubblicitario che resta ancor'oggi nella memoria di molti: il primo messaggio promozionale del Macintosh fu trasmesso durante il Superbowl e fu opera di una felice intuizione di Jobs aiutato da Steve Wozniak. Nella réclame, andata in onda per la prima volta il 22 gennaio 1984, si vedeva un'eroina senza nome che voleva simboleggiare l'arrivo del Macintosh come prodotto per liberarsi dal conformismo. Battezzato proprio "1984", lo spot voleva essere un esplicito omaggio allo scrittore George Orwell che nel suo omonimo romanzo descriveva un futuro distopico ovvero una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista.
La promo pubblicitaria, alla quale lavorò niente meno che Ridley Scott in qualità di "regista" (aveva terminato di girare Blade Runner proprio l'anno prima) fu successivamente considerata come una delle migliori di tutti i tempi.
Pubblichiamo, di seguito, lo storico spot:


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