venerdì 17 febbraio 2017 di Michele Nasi 2807 Letture
Arrestato il numero uno di Samsung: avrebbe versato 40 milioni in tangenti

Arrestato il numero uno di Samsung: avrebbe versato 40 milioni in tangenti

Lee Jae-yong, vicepresidente dell'azienda sudcoreana, ma di fatto "timoniere" di Samsung dopo la malattia del padre, è accusato di aver versato una mazzetta da 40 milioni di dollari per ricevere un'ampia copertura politica. Il pubblico ministero contesta corruzione, frode e spergiuro.

Una nuova tegola cade su Samsung. Dopo l'impegno profuso per mettersi alle spalle i ripetuti incidenti verificatisi con il lancio del Galaxy Note7, la società sudcoreana si stava ormai preparando per il debutto del nuovo smartphone Galaxy S8, previsto per il prossimo 29 marzo: Samsung Galaxy S8, presentazione il 29 marzo. Le caratteristiche principali in anteprima.

Arrestato il numero uno di Samsung: avrebbe versato 40 milioni in tangenti

Questa volta, però, un grosso scandalo investe i vertici aziendali: il vicepresidente di Samsung Lee Jae-yong è accusato di aver versato una colossale tangente da 40 milioni di dollari. Destinataria della "mazzetta" sarebbe stata Choi Soon-sil, confidente della presidente sudcoreana Park Geun-hye. Motivo? Ricevere in cambio un'ampia copertura politica.


La notizia è di quelle "bomba" perché ormai da tempo Lee Jae-yong aveva assunto il timone di Samsung dopo che il padre, Lee Kun-hee, era stato costretto a lasciare in seguito a una grave malattia.

Le prime contestazioni nei confronti di Lee Jae-yong erano arrivate a fine gennaio: in quel caso, però, le autorità tennero il numero uno di Samsung in questura per 24 ore per poi procedere con il rilascio.
La situazione odierna, invece, è molto più complessa: dopo la prosecuzione delle indagini a carico di Lee Jae-yong, questi dovrà presentarsi di fronte ai giudici per spiegare il suo comportamento.
Nel frattempo il pubblico ministero potrebbe decidere per la carcerazione di Lee Jae-yong fino a tre settimane prima della formale incriminazione.

L'arresto odierno, con l'accusa di corruzione, frode e spergiuro, potrebbe essere il primo passo verso una richiesta di impeachment nei confronti della presidente Park Geun-hye.