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Computer lento: gli errori da evitare sui sistemi Windows

Computer lento: gli errori da evitare sui sistemi Windows

Undici errori che possono determinare un computer lento. Qualche suggerimento per evitare di rallentare il PC e continuare a usare un sistema scattante.

Il sistema operativo sul quale Microsoft vuole continuare a puntare in ambito client è Windows 10: con l'approccio Windows-as-a-Service esso può cambiare continuamente pelle e ogni 6 mesi si arricchisce di nuove funzionalità con i feature update. In realtà, da qualche tempo a questa parte, nuove funzionalità vengono aggiunte in Windows 10 solo con l'aggiornamento primaverile rilasciato tra aprile e maggio di ogni anno mentre l'aggiornamento autunnale è ormai più che altro un Service Pack.

Anche nell'"era Windows 10" sono tanti gli utenti che riferiscono di un computer lento le cui prestazioni non sono neppure lontanamente paragonabili rispetto a quelle rilevate al primo avvio o comunque al momento dell'installazione del sistema operativo.

Il computer appare lento in avvio del sistema oppure i rallentamenti del sistema si verificano durante il normale utilizzo di Windows. Come fare per capirne la causa e risolvere il problema?


In passato abbiamo dedicato molteplici articoli alle strategie e agli strumenti per velocizzare un PC lento. Ma quali sono gli errori da evitare per evitare di rendere il computer lento?

Come riconoscere e risolvere le principali cause di un computer lento

1) Attenzione a quello che si scarica e si installa
Ancora oggi l'installazione di programmi scaricati da fonti "dubbie" o l'esecuzione di applicazioni contenenti è una delle prime cause di infezione. Componenti dannosi presenti nei pacchetti che si scaricano dalla rete possono aggredire il contenuto del PC o contribuire a rallentare il computer con il caricamento di elementi superflui.

Prima di procedere con l'installazione di un software, almeno una scansione con VirusTotal è d'obbligo e ciò anche nel caso in cui l'antimalware installato sul sistema non avesse mostrato alcun avviso: VirusTotal: guida all'uso del servizio per controllare l'identità dei file.

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2) Mancato aggiornamento del browser e dei componenti aggiuntivi

Il browser è diventato un software capace di gestire molteplici esigenze: tanti sono gli standard, i protocolli, i servizi supportati. I principali browser supportano meccanismi di sandboxing separando ciò che proviene dal web dal resto del sistema.
È però capitato più volte che qualche bug presente nel browser permetta a codice malevolo di superare il perimetro della sandbox ed eseguire codice sul sistema sottostante.

Per questo motivo è fondamentale mantenere sempre aggiornato non soltanto il browser che si utilizza prevalentemente ma anche tutti gli altri browser eventualmente installati.

Google Chrome, ad esempio, usa icone di differente colore per indicare quando è fondamentale installare un aggiornamento già reso disponibile: Aggiornamento Chrome: perché effettuarlo e cosa significano le icone.

Nel caso delle estensioni, è fondamentale ridurne il numero limitandosi a caricare solamente quelle strettamente indispensabili e provenienti da fonti sicure. È successo spesso che un'estensione abbia mutato comportamento nel corso del tempo divenendo una minaccia per la sicurezza dei dati e la privacy degli utenti.

Nel caso di Chrome si possono seguire le indicazioni riportate nell'articolo Estensioni Chrome: come bloccare quelle troppo affamate di dati per effettuare una revisione delle estensioni installate.

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Nel caso di Chrome basta digitare chrome://extensions nella barra degli indirizzi, nel nuovo Edge edge://extensions/, in Firefox about:addons.

L'imperativo è verificare le estensioni installate, la loro tipologia, i dati che vengono utilizzati e disinstallare tutte quelle sconosciute o superflue.

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3) Installazione di estensioni superflue nel browser e assegnazione di permessi troppi ampi


Abbiamo già detto che installare tante estensioni e, soprattutto, aggiungere elementi realizzati da sviluppatori potenzialmente inaffidabili è qualcosa che dovrebbe essere sempre evitato. Illuminanti i risultati di una recente ricerca: Un terzo delle estensioni per Chrome legge i dati di tutti i siti visitati: come comportarsi.

Nell'articolo Browser apre pagine da solo o annunci pubblicitari indesiderati abbiamo visto come rimuovere estensioni "sospette" da qualunque browser mentre in Google Chrome non si avvia: il problema possono essere le estensioni abbiamo spiegato come aprire Chrome senza il caricamento delle estensioni se queste dovessero interferire negativamente con il corretto funzionamento del browser.

Come regola generale, è sempre meglio usare cautela piuttosto che incorrere in qualche furto di dati. Ecco perché, come facciamo sempre, consigliamo di limitare i permessi utilizzabili da ciascuna estensione "imbrigliando" per esempio quelle che pretendessero di accedere senza limitazioni al contenuto di tutti i siti web aperti (comprese le pagine HTTPS e quelle contenenti form di autenticazione o dati strettamente personali): Estensioni Chrome: come bloccare quelle troppo affamate di dati.


Un software eccellente per rilevare e rimuovere automaticamente estensioni malevole per i vari browser è AdwCleaner: AdwCleaner 8.0: per rimuovere elementi dannosi dai browser e dal sistema.


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Nelle ultime versioni AdwCleaner rileva anche i componenti preinstallati sul sistema da alcuni produttori. Alcuni utenti spesso li considerano superflui quindi eliminabili.
Per questo tipo di segnalazioni bisogna comunque agire con cautela esaminando il report di AdwCleaner evitando di rimuovere componenti ritenuti utili.
Ne abbiamo parlato nell'articolo AdwCleaner rimuove spyware, adware, PUP e da oggi anche i programmi inutili preinstallati.

4) Mancato utilizzo di un antimalware con analisi comportamentale e protezione cloud. Mancato rilevamento dei componenti potenzialmente indesiderati (PUA)

Con riferimento al precedente punto 1) un antimalware sempre in esecuzione aiuta molto. Ottima scelta, che suggeriamo da tempo, è Malwarebytes che può essere utilizzato anche come "seconda opinione".

Si può usare anche Windows Defender, che Windows 10 offre di default, ma è fondamentale controllare che sia impostato in maniera tale da rilevare e bloccare anche gli elementi potenzialmente indesiderati (PUA) presenti in molti pacchetti software scaricati dalla rete.

In Windows 10 Aggiornamento di maggio 2020 (versione 2004) e release seguenti, si può digitare Sicurezza di Windows nella casella di ricerca, selezionare Controllo delle app e del browser, Impostazioni di protezione basate sulla reputazione e attivare Blocca app e Blocca i download in corrispondenza di Blocco app potenzialmente indesiderata.

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Nelle versioni precedenti di Windows 10 si possono usare le indicazioni nell'articolo Programmi inutili o dannosi: come attivare la protezione segreta di Windows 10.


5) Utilizzo di hard disk colmi fino all'inverosimile, mancato passaggio alle unità SSD

Utilizzare hard disk magnetomeccanici di tipo tradizionale certamente non è aiuta in termini di prestazioni, soprattutto se le operazioni di lettura e scrittura su disco fossero frequenti e pesanti. Sui sistemi che usano un hard disk lento spesso basta anche il semplice controllo degli aggiornamenti di Windows Update e la concorrente scansione della macchina da parte di Windows Defender per rendere il sistema completamente inutilizzabile.

Seguendo i suggerimenti pubblicati nell'articolo Controllare quali programmi stanno scrivendo su disco è facile accertare quali processi stanno "affossando" le prestazioni della macchina.

Capire la causa delle operazioni di lettura/scrittura è essenziale ma dopo aver compreso la natura del problema è oggi davvero consigliato passare a un'unità SSD, anche SATA sui sistemi più vecchi. I tempi di attesa si ridurranno drasticamente.
Nell'articolo Spostare sistema operativo su SSD abbiamo visto come spostare Windows e applicazioni sull'unità a stato solido godendo di prestazioni nettamente migliori.

Un hard disk o un SSD con poco spazio libero possono rallentare l'intero sistema? Come abbiamo spiegato nell'articolo Un hard disk pieno rallenta il PC? ciò corrisponde al vero ma solo in combinazione con altri fattori.
Nel caso degli SSD, è bene verificare che l'unità usi il cosiddetto over provisioning: Hard disk e SSD, le dimensioni non coincidono con quelle dichiarate dal produttore.


6) Mancato controllo periodico delle applicazioni e dei servizi che si avviano automaticamente al caricamento di Windows. Mancata verifica dei programmi in esecuzione

Un avvio del sistema particolarmente lento è figlio dei programmi installati nel corso del tempo.

Astenersi dal controllare con una certa regolarità ciò che è in esecuzione sul proprio sistema Windows è un grave errore tanto che non è un'operazione da tecnici informatici scafati.
Ogni tanto bisognerebbe sempre premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC per accedere a Gestione attività e verificare quali processi sono in esecuzione e quali di essi stanno occupando in maniera più incisiva le risorse della macchina.

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Tanto più che Windows 10 offre una finestra Gestione attività ulteriormente ottimizzata rispetto al passato che a colpo d'occhio permette di capire cosa non va: Task Manager Windows 10: che cosa permette di fare.

I suggerimenti dell'articolo Come rimuovere i programmi in esecuzione automatica aiutano ad accertare quali programmi in esecuzione automatica possono rallentare Windows ed essere eventualmente rimossi.

Se il problema non fosse all'avvio ma durante il normale utilizzo di Windows, la finestra Gestione attività e l'utilità Monitoraggio risorse di Windows offriranno indicazioni preziose: vedere PC lento, come stabilire i processi che causano problemi.


7) Astenersi dall'utilizzare soluzioni per la virtualizzazione: Windows Sandbox, Hyper-V, Virtualbox, VMware

Se si fosse soliti installare parecchi programmi sul sistema, è sempre importante sfruttare qualche soluzione per la virtualizzazione: si potranno installare le applicazioni in un ambiente completamente separato rispetto al sistema principale (host) ed evitare che vengano apportate modifiche alla sua configurazione.

Eseguendo i programmi all'interno di una macchina virtuale, in caso di problemi basterà cancellare la virtual machine stessa o ripristinare una precedente istantanea.

C'è veramente l'imbarazzo della scelta: la nuova funzionalità Windows Sandbox inserita in Windows 10 è un ottimo punto di partenza (vedere Sandbox, cos'è e come funziona quella di Windows 10) ma è possibile usare Microsoft Hyper-V nelle edizioni Pro, Enterprise ed Education del sistema operativo (Macchina virtuale Windows 10 con Hyper-V: come utilizzarla) oppure programmi come Virtualbox o VMware.

A Virtualbox abbiamo dedicato decine di articoli (vedere ad esempio Come usare Virtualbox e perché) e tra le sue funzionalità sulle quali vogliamo porre maggiormente l'accento c'è quella per la creazione delle cosiddette "istantanee": Virtualbox: come utilizzare le istantanee per creare un ambiente di test.
Prima di applicare una importante modifica sul contenuto della macchina virtuale è possibile salvarne la configurazione sotto forma di istantanea, da ripristinare in pochi secondi nel caso in cui si volessero annullare gli interventi oppure in caso di problemi.


8) Lasciare che Windows 10 installi liberamente applicazioni e aggiornamenti

Windows 10 è impostato in modo predefinito non soltanto per scaricare e installare automaticamente gli aggiornamenti periodici rilasciati da Microsoft ma anche per effettuare download e installazione di programmi potenzialmente indesiderati (che contribuiscono soltanto ad appesantire la macchina).

Nell'articolo Ottimizzare e velocizzare Windows 10: come farlo automaticamente abbiamo presentato uno script che non soltanto aiuta a rendere più veloce il sistema disabilitando comportamenti superflui ma fa sì che Windows 10 non installi più di sua sponte alcuna app potenzialmente indesiderata (vedere il punto numero 17) dello stesso articolo). Non solo: è addirittura possibile richiedere la disinstallazione automatica delle applicazioni inutili che fossero già state scaricate e installate da parte di Windows 10 (punto numero 33).

Con lo script è possibile anche configurare Windows 10 in maniera tale che scarichi e installi gli aggiornamenti di sistema solamente su richiesta (punto 3). Così facendo si evitano attività superflue da parte di Windows Update con il conseguente rallentamento del computer.

Senza ricorrere allo script, si possono sfruttare i suggerimenti dell'articolo Come disattivare gli aggiornamenti automatici in Windows 10 per sapere da Windows 10 quando sono disponibili nuovi aggiornamenti ma decidere in libertà quando scaricarli e installarli.

Nell'articolo Disinstallare programmi inutili in Windows: alcuni suggerimenti abbiamo pubblicato tanti suggerimenti in più per sbarazzarsi delle applicazioni che tendono a rallentare il computer.


9) Non mettere le briglie a Windows Defender, se del caso

Con alcune configurazioni di Windows 10, Windows Defender potrebbe risultare una vera e propria palla al piede.
Sconsigliamo di disattivare l'antimalware del tutto ma seguendo le indicazioni riportate nell'articolo Windows Defender: cosa fare quando occupa troppa CPU sarà possibile ridurne l'impatto sulle prestazioni complessive del sistema; misura utile soprattutto con i PC dotati di configurazione hardware modesta.

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10) Non pensare a una corretta policy per la gestione degli aggiornamenti

Come spiegato al precedente punto 8), gli aggiornamenti di Windows 10 possono essere installati su richiesta ma, trascorso un ragionevole numero di giorni dal loro rilascio, per essere sicuri che non siano fonte di problemi, bisognerà provvedere alla loro installazione.

Si può certamente sospendere anche di parecchi mesi l'installazione dei feature update semestrali mentre non si dovrebbe temporeggiare troppo con gli update di sicurezza mensili (aggiornamenti qualitativi), specie se essi risolvessero problemi scoperti in elementi chiave del sistema oppure in software di utilizzo quotidiano come Office.

Nell'articolo Windows Update: come gestire gli aggiornamenti abbiamo pubblicato qualche utile spunto per gestire al meglio le patch rilasciate da Microsoft.

11) Mantenere disattivata la funzionalità per la creazione di punti di ripristino

Come abbiamo visto nell'articolo Ripristino configurazione di sistema esiste ancora: come funziona, è bene riattivare in Windows la funzionalità che per default non risulta abilitata. Per procedere in tal senso si può procedere manualmente oppure servirsi dello script presentato al precedente punto 8).
In caso di problemi avere a disposizione un punto di ripristino aggiornato può essere determinante.

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