13477 Letture
Computer lento: gli errori da evitare sui sistemi Windows

Computer lento: gli errori da evitare sui sistemi Windows

Undici errori che possono contribuire a rallentare significativamente il sistema con qualche suggerimento per evitarli e continuare a usare un sistema scattante.

Windows 10 è il sistema operativo sul quale Microsoft intende continuare a puntare in ambito client: con l'approccio Windows-as-a-Service cambia continuamente pelle e ogni 6 mesi si arricchisce di nuove funzionalità con i feature update.
Ciononostante, anche nell'"era Windows 10" sono tanti gli utenti che riferiscono di un computer lento le cui prestazioni non sono neppure lontanamente paragonabili rispetto a quelle rilevate al primo avvio o comunque al momento dell'installazione del sistema operativo.

Abbiamo dedicato, in passato, molteplici articoli alle strategie e agli strumenti per velocizzare un PC lento. Ma quali sono gli errori da evitare per evitare di rendere il computer lento e irriconoscibile rispetto a qualche tempo prima?

1) Attenzione a quello che si scarica e si installa
Ancora oggi l'installazione di programmi scaricati da fonti "dubbie" o l'esecuzione di applicazioni contenenti è una delle prime cause di infezione. Componenti dannosi presenti nei pacchetti che si scaricano dalla rete possono porre in atto veri e propri attacchi o comunque contribuire a rallentare il computer con il caricamento di elementi superflui.


Prima di procedere con l'installazione di un software, quindi, almeno una scansione con VirusTotal è d'obbligo e ciò anche nel caso in cui l'antimalware installato sul sistema non avesse mostrato alcun avviso: VirusTotal: guida all'uso del servizio per controllare l'identità dei file.

2) Mancato aggiornamento del browser e dei componenti aggiuntivi

Il browser è diventato un software capace di gestire molteplici esigenze: tanti sono gli standard, i protocolli, i servizi supportati. I principali browser supportano meccanismi di sandboxing separando ciò che proviene dal web dal resto del sistema.
È però capitato più volte che qualche bug presente nel browser permetta a codice malevolo di superare il perimetro della sandbox ed eseguire codice sul sistema sottostante. Per questo motivo è fondamentale mantenere sempre aggiornato, su tutti i sistemi, non soltanto il browser che si utilizza prevalentemente ma anche tutti gli altri eventualmente installati.
Google Chrome, ad esempio, usa icone di differente colore per indicare quando è fondamentale installare un aggiornamento già reso disponibile: Aggiornamento Chrome: perché effettuarlo e cosa significano le icone.

Nel caso delle estensioni, è fondamentale ridurne il numero limitandosi a caricare solamente quelle strettamente indispensabili e provenienti da fonti sicure. È successo spesso che un'estensione abbia mutato comportamento nel corso del tempo divenendo una minaccia per la sicurezza dei dati e la privacy degli utenti.

3) Installazione di estensioni superflue nel browser e assegnazione di permessi troppi ampi

Abbiamo già detto che installare tante estensioni e, soprattutto, aggiungere elementi realizzati da sviluppatori potenzialmente inaffidabili è qualcosa che dovrebbe essere sempre evitato. Illuminanti i risultati di una recente ricerca: Un terzo delle estensioni per Chrome legge i dati di tutti i siti visitati: come comportarsi.

Nell'articolo Browser apre pagine da solo o annunci pubblicitari indesiderati abbiamo visto come rimuovere estensioni "sospette" da qualunque browser mentre in Google Chrome non si avvia: il problema possono essere le estensioni abbiamo spiegato come aprire Chrome senza il caricamento delle estensioni se queste dovessero interferire negativamente con il corretto funzionamento del browser.

Infine, è sempre meglio usare cautela piuttosto che incorrere in qualche furto di dati. Ecco perché, come facciamo sempre, consigliamo di limitare i permessi utilizzabili da ciascuna estensione "imbrigliando" per esempio quelle che pretendessero di accedere senza limitazioni al contenuto di tutti i siti web aperti (comprese le pagine HTTPS e quelle contenenti form di autenticazione o dati strettamente personali): Estensioni Chrome: come bloccare quelle troppo affamate di dati.


4) Mancato utilizzo di un antimalware con analisi comportamentale e protezione cloud. Mancato rilevamento dei componenti potenzialmente indesiderati (PUA)

Con riferimento al precedente punto 1) un antimalware sempre in esecuzione aiuta molto. Ottima scelta, che suggeriamo da tempo, è Malwarebytes che può essere utilizzato anche come "seconda opinione".

Si può usare anche Windows Defender, che Windows 10 offre di default, ma suggeriamo vivamente di impostarlo in maniera tale che riconosca anche gli elementi potenzialmente indesiderati (PUA) presenti in molti pacchetti software scaricati dalla rete: Programmi inutili o dannosi: come attivare la protezione segreta di Windows 10.

5) Utilizzo di hard disk colmi fino all'inverosimile, mancato passaggio alle unità SSD

Utilizzare hard disk magnetomeccanici, di tipo tradizionale, certamente non è un bene in termini di prestazioni, soprattutto se le operazioni di lettura e scrittura su disco fossero frequenti e pesanti. Sui sistemi che usano un hard disk lento spesso basta anche il semplice controllo degli aggiornamenti di Windows Update e la concorrente scansione della macchina da parte di Windows Defender per rendere il sistema completamente inutilizzabile.
Seguendo i suggerimenti pubblicati nell'articolo Controllare quali programmi stanno scrivendo su disco è facile accertare quali processi stanno "affossando" le prestazioni della macchina.


Capire la causa delle operazioni di lettura/scrittura è essenziale ma dopo aver compreso la natura del problema è oggi davvero consigliato passare a un'unità SSD, anche SATA sui sistemi più vecchi. I tempi di attesa si ridurranno drasticamente.
Nell'articolo Spostare sistema operativo su SSD abbiamo visto come spostare Windows e applicazioni sull'unità a stato solido godendo di prestazioni nettamente migliori.


6) Mancato controllo periodico delle applicazioni e dei servizi che si avviano automaticamente al caricamento di Windows

Astenersi dal controllare con una certa regolarità ciò che è in esecuzione sul proprio sistema Windows è un errore: non è un'operazione da tecnici informatici scafati. Ogni tanto bisognerebbe sempre premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC e verificare quali processi sono in esecuzione e quali di essi stanno occupando in maniera più incisiva le risorse della macchina.

I suggerimenti dell'articolo Come rimuovere i programmi in esecuzione automatica aiutano ad accertare quali programmi in esecuzione automatica possono rallentare Windows ed essere eventualmente rimossi.

7) Astenersi dall'utilizzare soluzioni per la virtualizzazione: Windows Sandbox, Hyper-V, Virtualbox, VMware

Se si fosse soliti installare parecchi programmi sul sistema, è sempre importante sfruttare qualche soluzioni per la virtualizzazione: si potranno installare le applicazioni in un ambiente completamente separato rispetto al sistema principale (host) ed evitare che vengano apportate modifiche alla sua configurazione. Eseguendo i programmi all'interno di una macchina virtuale, in caso di problemi basterà cancellare la virtual machine stessa o ripristinare una precedente istantanea.

Per servirsi di una soluzione per la virtualizzazione e del relativo hypervisor c'è veramente l'imbarazzo della scelta. La nuova funzionalità Windows Sandbox inserita in Windows 10 è un ottimo punto di partenza (vedere Sandbox, cos'è e come funziona quella di Windows 10) ma è possibile usare Microsoft Hyper-V nelle edizioni Pro, Enterprise ed Education del sistema operativo (Macchina virtuale Windows 10 con Hyper-V: come utilizzarla) oppure Virtualbox o VMware.


A Virtualbox abbiamo dedicato decine di articoli (vedere ad esempio Come usare Virtualbox e perché) e tra le sue funzionalità sulle quali vogliamo porre maggiormente l'accento c'è quella per la creazione delle cosiddette "istantanee": Virtualbox: come utilizzare le istantanee per creare un ambiente di test.
Prima di applicare una importante modifica sul contenuto della macchina virtuale è possibile salvarne la configurazione sotto forma di istantanea, da ripristinare in pochi secondi nel caso in cui si volessero annullare gli interventi oppure in caso di problemi.

8) Lasciare che Windows 10 installi liberamente applicazioni e aggiornamenti

Windows 10 è impostato in modo predefinito non soltanto per scaricare e installare automaticamente gli aggiornamenti periodici rilasciati da Microsoft ma anche per effettuare download e installazione di programmi potenzialmente indesiderati (che contribuiscono soltanto ad appesantire la macchina).

Nell'articolo Ottimizzare e velocizzare Windows 10: come farlo automaticamente abbiamo presentato uno script che non soltanto aiuta a rendere più veloce il sistema disabilitando comportamenti superflui ma fa sì che Windows 10 non installi più di sua sponte alcuna app potenzialmente indesiderata (vedere il punto numero 17) dello stesso articolo). Non solo: è addirittura possibile richiedere la disinstallazione automatica delle applicazioni inutili che fossero già state scaricate e installate da parte di Windows 10 (punto numero 33).

Con lo script è possibile anche configurare Windows 10 in maniera tale che scarichi e installi gli aggiornamenti di sistema solamente su richiesta (punto 3). Così facendo si evitano attività superflue da parte di Windows Update con il conseguente rallentamento del computer.


Nell'articolo Disinstallare programmi inutili in Windows: alcuni suggerimenti abbiamo pubblicato tanti suggerimenti in più per sbarazzarsi delle applicazioni che tendono a rallentare il computer.

9) Non mettere le briglie a Windows Defender, se del caso

Con alcune configurazioni di Windows 10, Windows Defender potrebbe risultare una vera e propria palla al piede. Sconsigliamo di disattivare l'antimalware del tutto ma seguendo le indicazioni riportate nell'articolo Windows Defender: cosa fare quando occupa troppa CPU sarà possibile ridurne l'impatto sulle prestazioni complessive del sistema; misura utile soprattutto con i PC dotati di configurazione hardware modesta.

10) Non pensare a una corretta policy per la gestione degli aggiornamenti

Come spiegato al precedente punto 8), gli aggiornamenti di Windows 10 possono essere installati su richiesta ma, trascorso un ragionevole numero di giorni dal loro rilascio, per essere sicuri che non siano fonte di problemi, bisognerà provvedere alla loro installazione.
Si può certamente sospendere anche di parecchi mesi l'installazione dei feature update semestrali (come Windows 10 Aggiornamento di maggio 2019 o Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019) mentre non si dovrebbe temporeggiare troppo con gli update di sicurezza mensili, specie se essi risolvessero problemi scoperti in elementi chiave del sistema oppure in software di utilizzo quotidiano come Office.

Nell'articolo Windows Update: come gestire gli aggiornamenti abbiamo pubblicato qualche utile spunto per gestire al meglio le patch rilasciate da Microsoft.


11) Mantenere disattivata la funzionalità per la creazione di punti di ripristino

Come abbiamo visto nell'articolo Ripristino configurazione di sistema esiste ancora: come funziona, è bene riattivare in Windows la funzionalità che per default non risulta abilitata. Per procedere in tal senso si può procedere manualmente oppure servirsi dello script presentato al precedente punto 8).
In caso di problemi avere a disposizione un punto di ripristino aggiornato può essere determinante.

Per maggiori informazioni, suggeriamo la lettura dell'approfondimento PC lento, come stabilire i processi che causano problemi.

Computer lento: gli errori da evitare sui sistemi Windows