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Internet Explorer 9, Firefox 4 e Chromium: di quali funzionalità si arricchiscono i browser?

La competizione tra i browser web si fa sempre più serrata. Con un mercato che già offre una possibilità di scelta mai vista in passato, i principali "player" stanno affilando le loro armi per rilanciarsi in gara con prodotti nuovi che spesso si presentano come forieri di novità del tutto "inedite". Il quadro attuale vede sempre (fonte: Netapplications) Internet Explorer come il browser più utilizzato in assoluto (60,4%) seguito da Firefox (22,93%), Chrome (7,52%), Safari (5,16%) ed Opera (2,37%).
Internet Explorer è il prodotto che nel corso degli anni ha perso la fetta più ampia della sua quota di mercato: appena due anni fa il browser di Microsoft godeva del 74,18% degli utenti ed ancor prima le cifre erano ancor più ragguardevoli. Firefox è il prodotto che ha immediatamente sfruttato le difficoltà di Internet Explorer proponendosi come alternativa stabile, veloce e sicura. Tanto da essere quasi arrivato al 25% di share. Negli ultimi mesi, altri browser (Google Chrome in testa) hanno iniziato a sottrarre parte delle quote di mercato di Firefox mentre Internet Explorer si è mantenuto pressoché stabile.
Ad aver guadagnato di più nell'ultimo biennio è sicuramente Google Chrome, passato dall'1,1% di settembre 2008 al 7,52% dell'agosto 2010.

La flessione di Firefox è probabilmente da ricondursi, da un lato, alle performance piuttosto modeste che la più recente versione del browser (3.6.x) ha fatto registrare in fase di gestione ed esecuzione del codice JavaScript. Dall'altro lato, va registrata l'abilità di Google che ha via a via arricchito il suo browser di nuove funzionalità mentre – a parte la novità "sotto il cofano" dell'impiego di un processo separato per i plugin installati (ved., in proposito, questi articoli) - Firefox è rimasto pressoché lo stesso negli ultimi mesi (fatta eccezione per l'efficace e tempestiva risoluzione di bug e vulnerabilità).

Ecco quindi che Mozilla sta lavorando ad un Firefox 4.0 tutto nuovo che sappia tornare ad imporsi in modo più deciso. Microsoft, dal canto suo, vorrebbe riportare allo splendore Internet Explorer dando un netto taglio al passato del browser ed evitando di commettere quegli errori che ne hanno condizionato le versioni 7.0 e 8.0.


La battaglia tra browser sembra concentrata su quattro aspetti:
interfaccia grafica: la tendenza è quella di rendere il browser un software il più possibile "amichevole". L'interfaccia a cui stanno guardando i vari prodotti è una soluzione chiara e pulita che evita la comparsa di pulsanti e messaggi superflui. Per guardare anche al concetto di sito web come applicazione.
prestazioni: il banco di prova dei browser sta divenendo sempre più spesso l'esecuzione di codice JavaScript. Eseguire rapidamente tale codice significa migliorare la navigazione sul web dell'utente. Oggi ci sono decine di applicazioni web che fanno pesante uso di JavaScript (sfruttando anche librerie piuttosto evolute e complesse). Utilizzando il browser e siti web "ad hoc" si possono elaborare testi, pianificare progetti e modificare fotografie digitali. Per questo l'aspetto prestazionale è fondamentale. Inoltre, tutti i principali vendor stanno guardando sempre più all'accelerazione hardware: le capacità computazionali della scheda video vanno sfruttate per velocizzare la gestione degli elementi grafici presenti nelle pagine web.
sicurezza: l'aspetto sicurezza ha senza dubbio una valenza cruciale. Qui conta l'abilità dei tecnici della software house produttrice del browser che devono saper reagire tempestivamente alla scoperta di vulnerabilità di sicurezza più o meno gravi mediante il rilascio di apposite patch. Microsoft è stata talvolta criticata per il tempo lasciato trascorrere tra la segnalazione di un problema di sicurezza e la sua effettiva risoluzione mentre Mozilla e Google hanno generalmente risposto in tempi molto rapidi.

Ma la sfida sicurezza non sta solo nella distribuzione di aggiornamenti adeguati. E' bene che i browser web inizino a diventare prodotti ancor più efficaci nella lotta contro il malware. Sicuramente positiva la scelta di Google che ha subito investito su lle tecniche di "sandboxing" capaci di separare tutti gli elementi visualizzati nel browser e provenienti dal web dal sistema operativo vero e proprio.
I malintenzionati hanno a disposizione un buon numero di kit semi-automatizzati per confezionare pagine web in grado di "bersagliare" le varie vulnerabilità scoperte e via a via sanate, ad esempio, nei browser web così come nei più famosi plugin come Adobe Flash, Acrobat Reader e Java.
Premesso che - non ci stancheremo mai di ripeterlo - una delle migliori difese contro i malware che arrivano dalla Rete consiste nel mantenere sempre aggiornati sistema operativo ed applicazioni installate, applicando le patch periodicamente messe a disposizione dai rispettivi produttori, da tempo ormai si fa un gran parlare delle tecniche di "sandboxing".
Aumentando la complessità di un software (ed i browser web moderni devono essere capaci di gestire una moltitudine di funzionalità e caratteristiche differenti), cresce la possibilità che al suo interno si celino delle falle non individuate né in fase di programmazione, né durante il processo di beta testing, né successivamente - dopo il lancio del prodotto -. E' quindi indispensabile individuare un approccio che consenta di arginare eventuali falle e mitigare eventuali problemi nel caso in cui le lacune di sicurezza venissero attaccate. Sia Chrome che Internet Explorer isolano ogni finestra di navigazione, creando per ognuna di esse un nuovo processo. Questa operazione viene messa in atto con meccanismi differenti ma è certamente efficace per mettersi al riparo da molte tipologie d'attacco: ci auguriamo che anche in Firefox ed Opera possa sbarcare un valido meccanismo di "sandboxing".
Altre informazioni sul tema "sandboxing" sono disponibili in questi articoli.


Infine, sempre sul versante sicurezza, sarebbe auspicabile che i browser disponibili sul mercato gestissero in maniera efficace gli add-on via a via installati dall'utente. Componenti aggiuntivi che non sono mantenuti costantemente aggiornati, possono rappresentare la porta d'ingresso per molteplici minacce. Ottima in questo caso l'iniziativa di Mozilla che ha già dotato Firefox di uno strumento in grado di allertare l'utente circa l'utilizzo di estensioni non aggiornate e quindi potenzialmente pericolose.
funzionalità accessorie: strumenti in grado di migliorare la produttività dell'utente e la sua esperienza di navigazione sono sempre i benvenuti in un browser web. Largo alle funzionalità che consentono la sincronizzazione dei dati (preferiti, cronologia, schede aperte,...), una migliore lettura delle pagine web, l'analisi degli oggetti in esse contenuti (appannaggio, in particolare, di sviluppatori e web designer) e così via.

In questo articolo vogliamo svelare tutte le principali novità che gli utenti troveranno nelle versioni finali di Internet Explorer 9.0 e Firefox 4.0. Abbiamo aggiunto anche Chromium 7.0 perché il prodotto opensource è considerabile come "il laboratorio di idee" di Google Chrome. Proprio da Chromium, infatti, Google trae il codice sorgente per lo sviluppo di Chrome, browser "proprietario". Le versioni di Chromium via a via rilasciate per Windows, Mac OS X e Linux sono simili a quelle non definitive di Chrome fatta eccezione per l'assenza del marchio Google, il meccanismo di aggiornamento automatico, il tracciamento dell'utilizzo da parte dell'utente ed il Flash Player integrato (presente nelle ultime release di Chrome: basta verificarlo digitando about:plugins nella barra degli indirizzi).

Teniamo a precisare che Internet Explorer 9 e Firefox 4.0 sono ancora in versione "beta": sconsigliamo di installare questi software sui sistemi che si impiegano per scopi produttivi. Chi volesse saggiare le tante novità introdotte in questi due software, quindi, è bene che provveda ad effettuare l'installazione su una macchina di test oppure in una "virtual machine" (servendosi, ad esempio, di prodotti a costo zero come VMWare Player o Virtualbox). Nel caso in cui i browser venissero eseguiti in un ambiente virtualizzato, va ricordato che le prestazioni velocistiche potrebbero non essere le migliori. E' altamente probabile, infatti, che non si riesca a sfruttare l'accelerazione hardware - appena portata al debutto in Internet Explorer 9 così come in Firefox 4 -.


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    Michele Nasi
    05/10/2010 14:06:33
    Aggiungeremo Opera in un articolo più dettagliato quando usciranno le versioni stabili dei vari browser. In questo caso ci siamo voluti concentrare sulle versioni attualmente in fase di sviluppo.
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    al3dp
    05/10/2010 13:58:36
    ........ e Opera come al solito manca... mah!
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    jacopo
    22/09/2010 14:09:58
    La grande vittoria di tutti sarebbe la sparizione completa dell'ormai inutile IE6, che ancora detiene una quota di mercato pesante. Il problema è che su XP non puoi installare IE9, e dato che in molte aziende ancora si utilizza il suddetto sistema operativo.... :roll: Secondo me questa situazione non favorirà la rinascita di Internet Explorer...ma potrei anche sbagliarmi dopotutto.
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    iskander66
    21/09/2010 22:02:09
    Firefox ha perso delle quote di mercato perché i suoi utenti, che il computer lo usano, installano anche Chrome e utilizzano indifferentemente entrambi. IE è destinato all'oblio. Vediamo quanto durerà questa versione prima di passare alla versione 10.
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    Gozer il gozeriano
    19/09/2010 19:50:52
    Se Firefox perde quote di mercato è perché è lento, divora memoria e crasha con una frequenza mai vista prima. Lo uso da anni ma sto tornando a explorer
  6. Avatar
    jacopo
    17/09/2010 19:16:25
    Ottimo articolo direttore. :ahsisi:
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