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La "bufala" dei prodotti Apple e Samsung gratuiti

Fanno parte del marketing virale quelle strategie pubblicitarie che seguono modalità non convenzionali: partendo dall'esposizione di un messaggio commerciale ad un ristretto numero di persone si conta di raggiungere in breve tempo un altissimo numero di visualizzazioni. Non c'è nulla di male: sono tanti i video ed i contenuti che, grazie al messaggio "creativo" e fuori dagli schemi tradizionali che viene veicolato, diventano rapidamente popolari. Quando l'idea è originale, il contenuto si diffonde come un virus (da qui l'uso del termine "virale").

Nell'era dei social network, il concetto di marketing virale sta prendendo sempre più piede e sono molte le aziende che fanno leva su un modus operandi che ricorda da vicino il passaparola. Quando un contenuto riceve l'apprezzamento di un utente, basta un "Mi piace" ed ecco che questo viene immediatamente condiviso tra i propri contatti.


C'è però anche chi, traendo ispirazione dal viral marketing, sfrutta la semplicità con cui i contenuti possono essere condivisi in ambito "social" per finalità non proprio limpide.

È il caso delle "bufale" che da giorni stanno impazzando su Facebook. "Abbiamo ricevuto 75 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina! Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare! Fase 1. Metti "Mi piace" alla foto (...); Passo 2. Condividi questa foto; Passo 3. Commento colore nero / bianco": questo uno dei messaggi che appaiono su una della pagine Facebook per adescare i più creduloni.

Inutile dire che migliaia di iscritti a Facebook hanno immediatamente seguito le istruzioni, convinti di partecipare ad una sorta di concorso improvvisato. Tutto falso. Se, utilizzando la casella di ricerca di Facebook, si prova ad inserire prodotti Apple gratuiti, appariranno diverse pagine del tutto simili: alcune di esse propongono iPhone 5 gratuiti, altre iPad o MacBook Pro.
Non solo. Se si prova a cercare prodotti Samsung gratuiti o prodotti Samsung free appaiono altrettante pagine, con un numero variabile di "likes", organizzate secondo il medesimo cliché.


Nella varie pagine si citano date differenti per il termine del concorso ma spesso si utilizzano le stesse immagini civetta, tutte reperite in Rete. Facile verificarlo, basta effettuare una "ricerca immagini inversa" con lo stesso Google Images seguendo le istruzioni riportate nel nostro articolo Dove è stata scattata quella foto? Con Google è possibile saperlo. Google visualizzerà decine di siti web dove è stata precentemente pubblicata la stessa foto.

Anzi, effettuando una ricerca inversa per la foto che abbiamo pubblicato a lato e che è utilizzata in gran parte degli "annunci-bufala", ecco qui cosa è immediatamente apparso: la medesima immagine viene sfruttata da settimane, sia in Francia che in Belgio, per raccogliere i "Mi piace" degli utenti più sprovveduti (vedere questo articolo in francese).

Per quanto riguarda i prodotti Apple, al momento, le varie "pagine-bufala" redatte in lingua italiana hanno già raccolto, in poche ore, circa 11.200 "Mi piace"; 4.500 i "likes" sulle pagine Facebook che promettono prodotti Samsung a costo zero.

Attenzione, quindi, ad apporre uno o più "Mi piace": è altamente probabile che le pagine in questione possano essere trasferite a terzi ed utilizzate per avviare campagne promozionali relative ad altri prodotti o servizi che, forse, non hanno neppure nulla a che vedere con i dispositivi mobili. Chi vorrà pubblicizzare messaggi a basso costo potrà far leva su quel "tesoretto" di utenti accumulato con la promessa di un'estrazione a premio. In molti, infatti, lasceranno il loro "Mi piace" sulle pagine civetta di cui ci siamo occupati mantenendo sempre attivo "un collegamento" con queste ultime.


In una delle pagine è addirittura riportato: "l'unico concorso italiano approvato ufficialmente dal Ministero". Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico sono riportate indicazioni, controlli e sanzioni.

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