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Monitor PC: quale scegliere

Monitor PC: quale scegliere

Quali sono gli aspetti da tenere presenti quando ci si accinge a scegliere un monitor per PC.

Scegliere il monitor per PC più adatto alle proprie esigenze è uno degli aspetti che viene più spesso trascurato. Quante volte si aggiorna la configurazione hardware del PC o si procede a una completa sostituzione del computer ma si continua a lavorare con il vecchio monitor ormai non più al passo coi tempi? Eppure il monitor del PC è lo strumento con cui si è maggiormente a contatto, tutti i giorni: acquistare un monitor per PC di qualità significa facilitare la lettura e diminuire significativamente lo stress visivo.

Scegliere un monitor per PC può però rivelarsi cosa terribilmente complicata: alcuni monitor oggi in commercio sono in circolazione già da un paio d'anni e, spesso, è difficile scegliere i prodotti più recenti che meglio si adattano alle proprie esigenze e aspettative.

Monitor PC: le caratteristiche del pannello

I monitor per PC che trovate ad esempio su Amazon Italia usano tutti un pannello TFT (vedere anche I monitor LCD emettono radiazioni? Rischi per la salute degli occhi).
I pannelli TFT (Thin Film Transistor) sono composti da un substrato di materiale semiconduttore trasparente depositato sulle superfici interne dei vetri che ospitano anche i cristalli liquidi.


La specifica tecnologia utilizzabile per fabbricare il pannello del monitor può invece fare capo a diverse categorie ma generalmente i monitor per PC sono di tre tipologie: TN (Twisted Nematic), IPS (In Plane Switching) o VA (Vertical Alignment).
I termini TN, IPS e VA tendono a passare inosservati nelle specifiche dei monitor quando invece la tecnologia realizzativa dei pannelli è la chiave per scegliere prodotti di qualità.

I pannelli TN

I pannelli di tipo TN esistono da tanti anni. L'introduzione dei pannelli TN ha a suo tempo portato a un significativo calo dei prezzi dei monitor a schermo piatto che spodestarono rapidamente i giganteschi CRT (cathode-ray tube, "a tubo catodico") che molti dei nostri lettori certamente ricorderanno.

Il funzionamento di questi pannelli si basa sull'allineamento delle molecole di cristalli liquidi tra due elettrodi, permettendo alla luce di passare o meno a seconda del loro stato. I colori sono rappresentati utilizzando solo 6 bit per ciascuno dei tre canali RGB (rosso, verde, blu), quindi non possono rappresentare i 16 milioni di colori disponibili in RGB a 24 bit.

Il vantaggio principale dei pannelli TN è, oltre al loro basso costo (sono economici da realizzarsi), la velocità con cui possono passare da uno stato all'altro. Questo si traduce in tempi di risposta molto bassi (nell'ordine di 1 ms), aspetto che li rende un'ottima scelta nel gaming.
Se si cercasse il monitor migliore per le attività di ufficio, il disegno tecnico, la visualizzazione di video, allora sarà meglio orientarsi sui pannelli IPS (vedere più avanti) che hanno tempi di risposta più alti a fronte di una buona resa dei colori.

Più nello specifico, i pannelli TN possono arrivare a superare una frequenza di refresh di 144 Hz con un tempo di risposta - come detto - nell'ordine di 1 ms; i pannelli IPS, invece, si mettono in evidenza per l'ampia gamma di colori (possono superare anche il miliardo di colori riproducibili contro i 16,7 milioni dei monitor TN…). A tal proposito, suggeriamo la lettura dell'articolo di approfondimento Quanti colori può vedere l'occhio umano? Perché usare HDR10 e Dolby Vision.

Monitor PC: quale scegliere

Con la tecnologia TN, poi, si ottiene un angolo di visione inferiore rispetto agli IPS anche se ciò dipende dalla qualità del pannello in sé.

I pannelli IPS

I pannelli di tipo IPS sono i più utilizzati oggi nella gamma media e alta di monitor. Progettati per superare i punti deboli della tecnologia TN, negli IPS è stata variata la disposizione degli elettrodi per generare campi elettrici paralleli alla lastra di vetro. Il risultato è un pannello con ampi angoli di visualizzazione (si rasentano i 180 gradi) e un'eccellente riproduzione dei colori.

Grazie alla sua possibilità di utilizzare 8 bit per canale RGB, i pannelli IPS sono la scelta obbligata per i migliori TV e per i monitor usati dai professionisti.

Tra i principali svantaggi, la tecnologia IPS non è in grado di offrire i tempi di risposta minimi che caratterizzano i pannelli TN e i monitor con pannello IPS migliori riescono a garantire 4 ms a frequenze di refresh tra 60 e 75 Hz.
Non eccellono neppure sul versante del contrasto, soprattutto se il metro di valutazione fosse quello di utenti particolarmente esigenti.
Uno svantaggio comune nei modelli di fascia bassa sono le perdite di luce ai bordi, che sono evidenti quando vengono visualizzati sfondi scuri.


Monitor PC: quale scegliere

È opportuno prendere in considerazione, però, il fatto che i vari tipi di pannelli sono stati eccessivamente "stereotipati" nel corso degli ultimi anni. I moderni pannelli IPS sono decisamente migliorati, hanno un tempo di risposta ragionevole e sono divenuti più adatti a utilizzi ed esigenze differenti.
Per i grafici e i video maker l'accuratezza del colore riveste un aspetto fondamentale ed è per questo motivo che, comunque, i pannelli IPS sono la scelta migliore.
Nel caso in cui chi fa editing video avesse necessità di una risoluzione senza paragoni, invece di avere due monitor l'uno accanto all'altro, uno per il video e uno per effettuare dei controlli, si dovrebbero scegliere monitor da 34 pollici minimo con rapporto d'aspetto 21:9.

Originariamente molto costosi, oggi i pannelli IPS si collocano bene anche nella fascia media e non ci sono differenze di prezzo significative rispetto ad altre tecnologie. Gli IPS si confermano in ogni caso un'ottima scelta allorquando si cercasse fedeltà cromatica e ampi angoli di visione.


I pannelli VA

I pannelli VA cercano di offrire il meglio delle sue tecnologie viste fin qui: migliore resa dei colori e angoli di visione più ampi garantendo allo stesso modo tempi di risposta più brevi rispetto alle soluzioni IPS. Questi pannelli sono noti anche per il migliore rapporto di contrasto rispetto a IPS e TN

Non è stato sempre così, però. Inizialmente il problema dei VA era l'accuratezza del colore, inferiore agli IPS, insieme a un tempo di risposta mediocre.
Fortunatamente i monitor di oggi non soffrono più di più questi problemi: si possono trovare facilmente display con pannelli VA che vantano tempi di risposta rapidi e supportano anche la tecnologia Quantum Dot (Cos'è la tecnologia Quantum dot e come funziona), per una migliore qualità del colore rispetto agli IPS.


In un pannello VA i cristalli liquidi sono allineati verticalmente alla lastra di vetro (da qui l'acronimo scelto per la loro denominazione), permettendo l'ottenimento di neri quasi puri.
Fintanto che non ha cominciato a diffondersi la tecnologia OLED (Organic Light Emitting Diode), molti TV di fascia alta montavano proprio pannelli VA.

Il principale svantaggio è che il colore può non essere più fedele allorquando non ci si trovasse davanti allo schermo. Inoltre, va detto, i tempi di risposta - migliori degli IPS - si mettono positivamente in evidenza solo nei prodotti di fascia alta. Un buon monitor TN può quindi essere meglio di un VA economico.

Da ultimo, è opportuno ricordare che i monitor PLS sono la risposta di Samsung per risolvere i problemi propri dei pannelli TN.

Che cosa conta di più nella scelta di un monitor per PC

Il nostro consiglio nello scegliere un monitor per PC è provarlo con attenzione per almeno una settimana ed eventualmente esercitare il diritto di recesso, come previsto dalla normativa, nel caso in cui qualcosa non fosse di proprio gradimento.

Paradossalmente, infatti, mentre una volta era sconsigliabile acquistare online un monitor o un TV, le garanzie che offre la legge e, per esempio, la garanzia di Amazon consentono di acquistare senza patemi.
Come abbiamo evidenziato nell'articolo Pixel bruciati o difettosi, come risolvere, acquistando online verrà automaticamente un contratto fuori dai locali commerciali che dà maggiori garanzie al cliente. Il consumatore ha infatti diritto ad esercitare, entro 14 giorni, il diritto di ripensamento: egli potrà cioè restituire il prodotto acquistato e richiedere il rimborso integrale senza dover neppure addurre giustificazioni.
Amazon fa di più e per i prodotti che recano l'indicazione "Venduto e spedito da Amazon" offre ben 30 giorni di tempo per esercitare il diritto di recesso (vedere ad esempio questa pagina).


La qualità visiva sarà sicuramente migliore scegliendo un monitor più costoso ma una parte del giudizio è affetto anche da valutazioni soggettive che sfuggono a un metro prettamente tecnico.

Oltre al pannello, quando ci si accinge a scegliere un monitor per PC, è bene tenere presente la risoluzione massima supportata, la diagonale in pollici, la gamma dei colori, luminosità, frequenza di refresh e tempo di risposta, angolo di visuale, tipologia e numero di ingressi presenti (optare per monitor con almeno una porta DVI, una HDMI e possibilmente una DisplayPort), tipologia degli speaker, la finitura del pannello, il consumo energetico e gli aspetti estetici.

Per quanto riguarda gli speaker integrati nel monitor non ci si aspetti troppo: di solito si tratta di altoparlanti da 1 o 2 W (soltanto nei prodotti di fascia più alta ci si spinge fino a 7 W).
La finitura, invece, è lo strato che viene posto davanti al pannello vero e proprio: con una finitura lucida si otterranno colori più vividi ma si soffrirà maggiormente dei riflessi provenienti dalle fonti di illuminazione dell'ambiente circostante. Viceversa, una finitura opaca offre una migliore protezione antiriflesso.

Monitor PC: frequenza di refresh, tempo di risposta, latenza e supporto HDR

È bene tenere a mente, innanzi tutto, che in un monitor TFT la temperatura del colore e la brillantezza non è mai uniforme sull'intero schermo.
Ciò dipende da vari fattori ma un aspetto evidente è, per esempio, che i lati dello schermo e gli angoli sono generalmente più bui (ciò dipende dal processo produttivo del display e il problema è più evidente nei monitor di dimensioni maggiori).

La frequenza di refresh dello schermo e quella della scheda video cui il monitor è collegato dovrebbero idealmente essere identiche. Quando i due valori sono diversi tra loro può accadere che il monitor visualizzi parte del frame corrente e parte di quello successivo.
L'utilizzo delle tecnologie AMD FreeSync e Nvidia G-SYNC integrate in alcuni monitor aiuta a risolvere questo problema: viene effettuata un'attività di "compensazione" tra le differenti frequenze di refresh (il risultato permette di aumentare marginalmente anche il numero di fps nei videogiochi).


Nel caso di FreeSync, la compensazione viene automaticamente attivata solo per un intervallo di frequenze ben preciso, a seconda del monitor, rilevabile sul sito di AMD.

Con una mossa a sorpresa, a gennaio 2019, NVidia ha dichiarato di supportare la tecnologia FreeSync della rivale AMD su una soluzione di monitor: FreeSync a braccetto con G-SYNC: NVidia presenta la modalità compatibile.

Tra i parametri più importanti nello scegliere un monitor per PC, come abbiamo già evidenziato in precedenza, ci sono anche il tempo di risposta e la latenza.

Tutti i produttori indicano, nelle specifiche, il tempo di risposta del loro monitor ma esso è solo una parte del "tempo di risposta effettivo".
Il valore riportato è per difetto da un lato perché ciascun produttore lo misura a suo modo e perché altri fattori lo influenzano pesantemente (ad esempio le specifiche variazioni di tonalità applicate ai singoli pixel).
La latenza, poi, contribuisce ad "affossare" il tempo di risposta se si considera che va aggiunto anche il tempo necessario per elaborare il segnale inviato dal PC.
Di fatto, quindi, un monitor che vanta un tempo di risposta di 1 ms può tranquillamente visualizzare, all'atto pratico, i singoli frame con 10, 15 o 20 ms di latenza.

Nel caso dei monitor che montano pannelli di qualità la latenza è di solito inferiore ai 5 ms mentre di norma si attesta tra i 15 e i 30 ms.

Ecco perché alcuni monitor IPS con una frequenza di refresh pari a 6 o 8 ms possono risultare migliori di un TN con refresh a 1 ms.
Monitor come il Dell UltraSharp U2414H offrono una latenza estremamente ridotta e si comportano meglio nei videogiochi rispetto a prodotti che, sulla carta, dovrebbero essere migliori.


I monitor per PC HDR offrono una più ampia gamma dinamica, bianchi più luminosi e neri molto più profondi: vedere HDR TV, cos'è e come funziona e Quanti colori può vedere l'occhio umano? Perché usare HDR10 e Dolby Vision.

In generale, per essere considerato HDR un monitor per PC deve garantire una luminosità pari a 1.000 nits anche se sono "accettabili" anche prodotti che assicurano 500 nits e un contrasto molto inferiore al normale. G-SYNC HDR è compatibile con i monitor che rientrano nella prima categoria citata; FreeSync 2 è meno "severo" in termini di requisiti minimi e necessita, per HDR, di un pannello da almeno 400 nits di luminosità.

Di seguito solo qualche nome, giusto per mettere a confronto le varie tipologie di monitor per PC:

- Per utilizzi avanzati, 1080p, 27 pollici o più

BenQ EW277HDR
27", 1920 x 1080 (82 ppp), 60 Hz, VA, 4 ms, con speaker, 400 nits, 3000:1, HDR, 1x HDMI, 1x VGA.

Philips 276E9QJAB
27", 1920 x 1080 (82 ppp), 60 Hz, IPS, 5 ms, con speaker, 250 nits, 1000:1, 1x DisplayPort, 1x HDMI, 1x VGA, FreeSync.

Acer ED273
27", 1920 x 1080 (82 ppp), 75 Hz, VA curvo, 4 ms, 250 nits, 3000:1, 1x DisplayPort, 1x DVI-D, 1x HDMI, FreeSync, G-SYNC.

- Per utilizzi avanzati, 1440p, 27 pollici o più

AOC Q2781PQ
27", 2560 x 1440 (109 ppp), 60 Hz, AH-IPS, 4 ms, senza speaker, 350 nits, 1000:1, 1x DisplayPort, 2x HDMI, 1x VGA.


BenQ GW2765HT
27", 2560 x 1440 (109 ppp), 60 Hz, IPS, 4 ms, con speaker, 350 nits, 1000:1, 1x DisplayPort, 1x DVI-D, 1x HDMI, 1x VGA, 34 ms di latenza.

Dell S2719DM
27", 2560 x 1440 (109 ppp), 60 Hz, IPS, 5 ms, senza speaker, 600 nits, 1000:1, HDR, DisplayHDR 400, 2x HDMI.

- 4K UHD o più

Philips 326M6VJRMB
31,5", 3840 x 2160 (140 ppp), 60 Hz, MVA, 4 ms, con speaker, 600 nits, 3000:1, HDR, DisplayHDR 600, 4x USB 3.0, 1x DisplayPort, 3x HDMI, FreeSync.

LG 27UK850
27", 3840 x 2160 (164 ppp), 60 Hz, IPS, 5 ms, con speaker, 450 nits, 1000:1, HDR, 2x USB 3.0, 1x USB Type-C, 1x DisplayPort, 2x HDMI, FreeSync.

AOC U3277PWQU
31,5", 3840 x 2160 (140 ppp), 60 Hz, VA, 4 ms, con speaker, 350 nits, 3000:1, 4x USB 3.0, 1x DisplayPort, 1x DVI-D, 1x HDMI, 1x VGA.

LG 32UD99
31.5", 3840 x 2160 (140 ppp), 60 Hz, IPS, 5 ms, con speaker, 550 nits, 1200:1, HDR, 2x USB 3.0, 1x USB Type-C, 1x DisplayPort, 2x HDMI, FreeSync.

Retroilluminazione senza sfarfallii e bassa emissione di luce blu

Se l'obiettivo dell'azienda fosse quello di aumentare la produttività dei dipendenti, come spiegano gli esperti di MMD (società che commercializza in esclusiva i monitor LCD di Philips a livello mondiale), l'ideale è scegliere monitor per PC con una retroilluminazione senza sfarfallio o un'emissione di luce blu bassa.
In questo modo si evitano mal di testa dopo lunghe ore trascorse davanti allo schermo e si riducono i raggi di luce blu a onde corte potenzialmente dannosi per gli occhi.
Se l'utente fosse organizzato con una configurazione multischermo, i pannelli senza bordi sono la scelta migliore perché permettono di usare il desktop "senza soluzione di continuità".


Gli utenti privati, a casa, dovrebbero scegliere un normale monitor Full HD che è più che sufficiente per la navigazione web e la stesura di documenti. I gamer occasionali potrebbero invece desiderare un monitor di più grandi dimensioni.
La frequenza di refresh che il monitor impiegato da un utente domestico o anche un dipendente d'ufficio dovrebbe avere è attualmente 60 Hz; solamente i videogiocatori più evoluti dovrebbero orientarsi sui 144 Hz. Allo stato attuale, infatti, non esistono contenuti multimediali che possano beneficiare di una frequenza di aggiornamento superiore ai 60 Hz. Spingersi oltre è quindi la scelta giusta solo per gli videogiocatori incalliti.

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