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Windows 10 CPU al 100%: come risolvere il problema

Windows 10 CPU al 100%: come risolvere il problema

Cosa fare quando la CPU è al 100% in Windows 10: il Task Manager è il primo strumento da usare per farsi un'idea sul problema.

Quando l'intero sistema risulta lento e impacciato nell'eseguire qualunque genere di operazione, il problema può essere dovuto all'anomala occupazione del processore da parte di Windows e dei programmi in esecuzione.
Il primo consiglio è quello di premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC quindi cliccare su Più dettagli per capire quali processi stanno impegnando di più il processore.

Windows 10 CPU al 100%: come risolvere il problema

Se in Windows 10 la CPU è al 100% (lo si può subito verificare osservando l'icona che appare nella traybar, in basso a destra, accanto all'orologio) o comunque viene stabilmente utilizzata al 75%-100% per la maggior parte del tempo è assai probabile che ci sia un problema.

Nella scheda Dettagli del Task Manager (finestra Gestione attività), suggeriamo di cliccare sull'intestazione della colonna CPU così da capire quali processi stanno occupando in maniera più incisiva il processore.
L'importante è cliccare sulla colonna CPU in maniera tale che i processi siano ordinati in modo decrescente (ovvero da quello che occupa di più il processore a quello che lo impegna di meno). In caso, se i processi non fossero ordinati in questo modo, è possibile cliccare nuovamente sulla colonna CPU.


Il Processo di inattività del sistema dovrebbe avvicinarsi il più possibile al 100% di occupazione della CPU. In realtà si tratta di un processo "virtuale" che indica quanto la CPU è "scarica".

Per maggiori informazioni sul Task Manager di Windows 10, suggeriamo la lettura dell'articolo Task Manager Windows 10: che cosa permette di fare.

Windows 10, CPU al 100% con Windows Defender

Se fosse Windows Defender, per lunghi periodi, a occupare la CPU al 100% o quasi sul sistema Windows 10, si rileverà - tra i processi in esecuzione - Antimalware Service Executable impegnare il processore in modo rilevante.

In questi frangenti, suggeriamo di fermare completamente Windows Defender e valutare l'installazione di una soluzione antimalware di terze parti.

La procedura per disinstallare Windows Defender in Windows 10 è riportata nell'articolo Come disattivare Windows Defender completamente.

Applicati i suggerimenti illustrati nell'articolo, l'utilizzo della CPU dovrebbe scendere drasticamente.

Occupazione della CPU da parte dei processi BackgroundTransferHost e BackgroundTaskHost

Un altro problema molto comune, segnalato da diversi utenti, è l'occupazione della CPU - con regolarità - da parte dei processi BackgroundTransferHost e BackgroundTaskHost di Windows 10.

Se, osservando il contenuto della scheda Dettagli, si vedessero apparire - tra i processi che occupano di più il processore - BackgroundTransferHost e/o BackgroundTaskHost, suggeriamo di applicare le indicazioni riportate nell'articolo I processi BackgroundTransferHost e BackgroundTaskHost occupano la CPU: come risolvere.

Windows Update può impegnare la CPU in modo incisivo

Nel caso in cui fossero i processi legati a Windows Update a occupare il processore in maniera tale da ostacolare le normali attività, è possibile tentare i seguenti interventi:

1) Digitare Opzioni avanzate Windows Update nella casella di ricerca di Windows 10 quindi cliccare su Scegli come recapitare gli aggiornamenti.
Porre su Disattivato l'opzione Aggiornamenti da più posizioni.

2) Nella schermata Impostazioni di Windows Update, cliccare su Cambia orario di attività e inserire una finestra temporale corrispondente a quella durante la quale si è soliti usare il dispositivo Windows 10 per scopi produttivi.

3) È possibile fermare temporaneamente il servizio Windows Update digitando cmd nella casella di ricerca di Windows 10 quindi premendo la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+INVIO.
A questo punto, Windows Update è arrestabile semplicemente digitando:

sc stop wuauserv

In questo modo, si potrà continuare a lavorare senza "rallentamenti" fino al successivo riavvio della macchina (oppure si può avviare nuovamente Windows Update digitando sc start wuauserv).

Controllare gli altri processi che occupano la CPU al 100% in Windows 10

Se ci sono altri processi, nella scheda Dettagli del Task Manager, che occupano la CPU al 100%, suggeriamo di annotarne il nome quindi usare ad esempio il servizio Should I block it? per capire se si tratti di oggetti legittimi o elementi pericolosi o potenzialmente tali.
Per effettuare una ricerca, basta digitare il nome del file nella casella in alto a destra e premere il pulsante Search.

Dalla scheda Dettagli del Task Manager, consigliamo comunque di cliccare con il tasto destro sul file che sta occupando la CPU in maniera ragguardevole quindi scegliere Apri percorso file.
In questo modo, Windows 10 aprirà una finestra di Esplora file che consentirà, anche sulla base del percorso in cui il file è memorizzato, di riconoscerne l'identità.

Cliccandovi con il tasto destro e scegliendo Proprietà (lo si può fare anche dallo stesso Task Manager), con un clic sulle schede Dettagli e Firme digitali si può tracciare un identikit del file (suggeriamo anche di usare il servizio VirusTotal.

Stabilita l'applicazione che causa problemi, si può valutarne la disinstallazione o comunque, nel caso dei processi attivi in background, la disattivazione dalla scheda Avvio del Task Manager.


File HOSTS molto lungo e CPU al 100%

Non tutti sanno che un file HOSTS di Windows molto lungo potrebbe essere responsabile della CPU che schizza al 100%.

Il file HOSTS, lo ricordiamo, è un semplice file di testo utilizzando il quale si può forzare l'assegnazione di uno specifico indirizzo mnemonico a un indirizzo IP.
Il file HOSTS - non disponibile solo in Windows ma, in percorsi differenti, anche su altri sistemi operativi - permette di "scavalcare" qualunque server DNS e fare in modo che digitando l'indirizzo mnemonico digitato, il browser e qualunque altra applicazione installata sulla macchina, inviino una richiesta all'IP impostato.

Come abbiamo spiegato nell'articolo Modificare il file HOSTS di Windows e bloccare le app che "chiamano casa", nel file HOSTS si può scrivere ad esempio 0.0.0.0 www.facebook.com e 0.0.0.0 facebook.com per bloccare qualunque tentativo di visitare Facebook dal singolo PC.

Il servizio DNS Client di Windows va in crisi allorquando il file HOSTS (il cui contenuto è modificabile aprendo il file %windir%\system32\drivers\etc\HOSTS in un editor di testo eseguito con i diritti di amministratore) risultasse molto lungo quindi contenente molte righe.

Per risolvere il problema della CPU al 100% in Windows 10 e nelle precedenti versioni di Windows con un file HOSTS molto lungo, suggeriamo di scaricare questo file quindi cliccare due volte sul file Disattivare caching DNS.reg e acconsentire all'inserimento delle informazioni nel registro di sistema di Windows.
Windows interrogherà spesso il server DNS per risolvere i nomi a dominio non indicati nel file HOSTS ma la latenza aggiuntiva così introdotto dovrebbe risultare pressoché irrilevante.


Nel caso in cui si volesse annullare la modifica appena applicata, basterà fare doppio clic sul file Attivare caching DNS.reg.

Se l'intervento non fosse risolutivo, potrebbe valere la pena provare a disattivare del tutto il servizio DNS Client di Windows portandosi al prompt dei comandi aperto con i diritti di amministratore e digitando quanto segue:

sc stop dnscache
sc config dnscache start=disabled


L'intervento ha però notevoli implicazioni perché i servizi di analisi della rete alla ricerca di altri dispositivi connessi alla LAN non funzioneranno e non sarà più possibile connettersi con il controller Active Directory nel caso in cui il sistema Windows in uso appartenesse a un dominio.
Per ripristinare la configurazione precedente, si possono digitare i seguenti comandi:

sc config dnscache start=auto
sc start dnscache


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