ASUS Googlebook CX9406, trapelati prezzo e modello da 16 GB

ASUS prepara un Googlebook CX9406 con Core Ultra 5 325, 16 GB di RAM e SSD da 512 GB. Il debutto ufficiale è atteso a settembre.
ASUS Googlebook CX9406, trapelati prezzo e modello da 16 GB

I Googlebook non sono semplicemente un “nuovo nome” per i Chromebook. Google ha presentato la piattaforma a maggio 2026 come una nuova generazione di notebook costruita attorno a Gemini, alle applicazioni Android e alle tecnologie maturate con ChromeOS: il nome in codice del sistema operativo che unisce tutti questi mondi è Aluminium OS.

A circa 15 anni dall’arrivo dei primi Chromebook, l’obiettivo dichiarato cambia: non più computer principalmente orientati al web e al cloud, ma portatili premium capaci di eseguire applicazioni Android con caratteristiche da desktop, gestire carichi AI in locale e dialogare in modo più stretto con smartphone e altri dispositivi.

Una serie di informazioni uscite dalle maglie di Google e, in particolari, dai suoi distributori permette di capire meglio – in anteprima – cosa porteranno sul mercato i nuovi Googlebook.

Un rivenditore canadese ha infatti inserito nei propri sistemi un ASUS Googlebook CX9406 (modello CX9406CAA-DSU51T-CB), configurato con Intel Core Ultra 5 325, 16 GB di memoria LPDDR5X e SSD PCIe NVMe da 512 GB. Il prezzo indicato è di 1.915,99 dollari canadesi, al cambio circa 1.190 euro.

Il Googlebook ASUS da 64 GB non sarà l’unica configurazione

Le prime informazioni su Lapis, nome in codice attribuito al portatile ASUS durante lo sviluppo, avevano disegnato una macchina decisamente fuori scala rispetto ai Chromebook tradizionali. Nei database Geekbench erano comparsi prototipi con Core Ultra 7 355 e addirittura 64 GB di RAM, oltre a una variante Core Ultra 5 325 con 32 GB. Anche una registrazione Energy Star associata alla sigla CX9406CAA aveva rafforzato il collegamento tra Lapis e il futuro Googlebook ASUS.

Una configurazione del genere aveva però un problema evidente: 64 GB di memoria su un notebook destinato a inaugurare una nuova piattaforma Google avrebbero facilmente portato prezzo e posizionamento verso una fascia molto ristretta di utenti.

Le informazioni che arrivano dal Canada suggeriscono invece una strategia più articolata. ASUS sembra preparare almeno una versione con 16 GB di LPDDR5X, molto più sensata come modello d’ingresso o intermedio, senza rinunciare a un quantitativo di memoria ormai adeguato anche per multitasking pesante, applicazioni Android complesse e funzioni AI.

Core Ultra 5 325: cosa offre il Panther Lake scelto da ASUS

Il componente che merita maggiore attenzione è il chip Core Ultra 5 325, appartenente alla famiglia Intel Core Ultra Series 3, nome in codice Panther Lake. È il portabandiera di una generazione importante per Intel perché utilizza il processo produttivo Intel 18A e integra CPU, grafica e accelerazione AI nello stesso progetto.

Secondo le specifiche Intel, il Core Ultra 5 325 dispone di 8 core e 8 thread: 4 Performance-core e 4 Low Power Efficient-core. La frequenza Turbo massima raggiunge 4,5 GHz, mentre la cache è pari a 12 MB. Intel indica un Processor Base Power di 25 W e una potenza massima Turbo fino a 55 W; numeri che lasciano ai produttori una certa libertà nella progettazione termica del notebook.

La parte più significativa per un Googlebook riguarda però la NPU da 47 TOPS. La Neural Processing Unit (NPU) può accelerare reti neurali e altri carichi di inferenza senza impegnare continuamente CPU e GPU. È esattamente il tipo di componente che acquista importanza su una piattaforma progettata fin dall’origine attorno a Gemini Intelligence.

Alcune elaborazioni potranno svolgersi sul dispositivo, altre continueranno presumibilmente a dipendere dai servizi cloud di Google. Serviranno software definitivo, driver e documentazione tecnica per capire quali operazioni utilizzeranno concretamente la NPU.

Il Core Ultra 5 325 comprende inoltre una GPU Intel integrata con 4 Xe Core. Panther Lake adotta la nuova generazione grafica Xe3; anche qui il salto rispetto ai Chromebook economici è rilevante, soprattutto se Google vuole spingere i Googlebook verso applicazioni Android più sofisticate, monitor esterni ad alta risoluzione, editing multimediale e interfacce ricche di effetti grafici.

Display touch da 14 pollici e Glowbar sul coperchio

Il database commerciale canadese indica la presenza di uno schermo touch da 14 pollici. Altre informazioni emerse durante lo sviluppo fanno pensare a un pannello con rapporto 16:10, ma quest’ultimo particolare non risulta confermato dalla nuova inserzione e conviene quindi tenerlo separato dai dati più solidi.

Compare anche la Glowbar, elemento visivo che Google ha già mostrato quando ha presentato ufficialmente Googlebook. È una barra luminosa integrata nel coperchio dei notebook: la società di Mountain View l’ha indicata tra gli elementi distintivi dell’hardware Googlebook; le modalità con cui produttori diversi potranno utilizzarla e l’eventuale collegamento con notifiche o funzioni di Gemini saranno più chiare con i prodotti definitivi.

La scelta di un pannello touch, del resto, acquista particolare senso su un sistema che eredita molto da Android. Google sta lavorando da tempo affinché le applicazioni si adattino meglio agli schermi grandi e, con Android 17, ha ulteriormente spinto gli sviluppatori verso interfacce ridimensionabili e adattive. L’azienda parla esplicitamente di applicazioni capaci di offrire un’esperienza “laptop-class” sui Googlebook.

Google ha descritto Googlebook come la nuova generazione di ChromeOS costruita utilizzando parti dello stack Android. Nella presentazione ufficiale di maggio ha spiegato di voler combinare Android, Google Play e un sistema operativo progettato per l’intelligenza artificiale con il patrimonio tecnologico di ChromeOS e Chrome.

Sui Chromebook attuali le applicazioni Android hanno storicamente richiesto un livello di integrazione specifico con ChromeOS. La nuova architettura punta invece a ridurre la distanza tra piattaforma Android e ambiente desktop, offrendo alle applicazioni un accesso più naturale alle caratteristiche tipiche di un laptop.

Per gli sviluppatori significa dover prestare maggiore attenzione a finestre ridimensionabili, tastiera, mouse, trackpad, schermi grandi e gestione delle diverse densità del display.

Googlebook nasce inoltre con Gemini al centro dell’interfaccia: Mountain View ha già mostrato funzioni come Magic Pointer, capace di proporre azioni in base agli elementi presenti sullo schermo, widget generabili tramite richieste in linguaggio naturale e una maggiore continuità con gli smartphone Android.

Il 15 settembre prezzi e configurazioni definitive

Google ha invitato la stampa a New York per un evento dedicato ai Googlebook previsto il 15 settembre 2026.

L’incontro dovrebbe comprendere la presentazione della piattaforma, dimostrazioni dei notebook realizzati dai partner e sessioni hands-on. È quindi ragionevole aspettarsi che proprio attorno a quella data emergano informazioni molto più precise sulle configurazioni commerciali.

Fino ad allora il CX9406CAA va come un’importante traccia commerciale, non ancora un annuncio ASUS. Tuttavia aggiunge un tassello che mancava: i Googlebook non sembrano destinati soltanto a configurazioni dimostrative da 32 o 64 GB; ASUS sta preparando anche un modello molto più equilibrato, con 16 GB di RAM e 512 GB di storage.

Ed è probabilmente proprio questa configurazione a raccontare meglio la nuova scommessa di Google.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti