Fibra FTTH, investimento record: 1 miliardo a FiberCop per altri 5,8 milioni di immobili

BEI e FiberCop firmano un accordo da 1 miliardo di euro per accelerare la diffusione della fibra FTTH in Italia e portare Internet ultraveloce a un numero ancora maggiore di unità immobiliari (se ne prevedono ulteriori 5,8 milioni).

La trasformazione digitale italiana passa sempre più dalla qualità delle infrastrutture di rete. Proprio al fine di ampliare le possibilità di accesso alla banda ultralarga da parte di un numero sempre più esteso di cittadini e imprese, la Banca europea per gli investimenti e FiberCop hanno firmato oggi un accordo che prevede un pacchetto di finanziamenti fino a 1 miliardo di euro.

Estensione della rete a banda ultralarga: interessate altre 5,8 milioni di unità immobiliari

L’impegno economico è volto all’espansione della rete ultrabroadband sul territorio nazionale e la prima tranche, pari a 500 milioni di euro, è già stata formalizzata a Roma attraverso la firma tra la vicepresidente BEI Gelsomina Vigliotti e l’amministratore delegato di FiberCop Massimo Sarmi.

L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti interventi finanziari recenti nel settore delle telecomunicazioni italiane e punta ad accelerare la diffusione della connettività FTTH (Fiber-to-the-Home), per garantire prestazioni elevate, bassa latenza e capacità di trasmissione adeguate.

Secondo quanto comunicato, il progetto consentirà di estendere la copertura a ulteriori 5,8 milioni di unità immobiliari, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo dichiarato da FiberCop di arrivare a 20,3 milioni di unità raggiunte entro la fine del 2027.

Firma accordo Fibercop e BEI estensione copertura FTTH Italia

Investimenti strategici per il sud

Uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo riguarda la distribuzione geografica degli investimenti. Circa il 40% delle risorse sarà infatti destinato alle regioni comprese nella Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno.

Si tratta di un elemento particolarmente significativo perché il divario infrastrutturale nel Sud Italia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico e alla competitività territoriale. L’accesso a connessioni ad altissima capacità incide direttamente sulla possibilità di attrarre investimenti, sviluppare servizi digitali avanzati, favorire lo smart working e sostenere la crescita delle imprese locali.

La disponibilità di infrastrutture FTTH moderne assume inoltre un ruolo centrale anche in settori come sanità digitale, istruzione online, industria 4.0 e servizi cloud distribuiti.

In molte aree periferiche o meno densamente popolate, la mancanza di connettività adeguata continua ancora oggi a limitare l’adozione di tecnologie avanzate e la piena partecipazione all’economia digitale.

Il ruolo di InvestEU e della BEI

Il finanziamento ricevuto da FiberCop beneficia della garanzia del programma europeo InvestEU, uno dei principali strumenti dell’Unione europea per sostenere investimenti strategici e favorire la transizione digitale e ambientale. Attraverso questo meccanismo il Gruppo BEI ha già attivato in Italia investimenti superiori ai 6 miliardi di euro.

La vicepresidente Vigliotti ha evidenziato come gli investimenti nelle reti digitali ad alta capacità siano fondamentali per rafforzare la competitività del Paese, favorire l’innovazione tecnologica e garantire pari opportunità di accesso ai servizi digitali.

Dal punto di vista europeo, il potenziamento delle reti ultra broadband è considerato uno degli elementi chiave per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale europea e dal programma Gigabit Society, che mira a garantire connessioni ad almeno 1 Gbps entro il 2030.

FiberCop e il modello wholesale-only

L’accordo conferma anche la centralità di FiberCop nel panorama infrastrutturale italiano: la società opera secondo un modello wholesale-only, fornendo servizi esclusivamente agli operatori di telecomunicazione e mantenendo quindi una posizione neutrale rispetto al mercato retail. L’obiettivo è quello di promuovere condizioni di accesso eque per tutti gli operatori, evitando duplicazioni infrastrutturali e promuovendo una maggiore efficienza nell’utilizzo delle reti.

I portavoce di FiberCop riferiscono che l’azienda, nata dallo scorporo della rete infrastrutturale di TIM, gestisce 28 milioni di chilometri di fibra ottica posata, oltre 10.500 centrali e più di 160.000 armadi ripartilinea distribuiti sul territorio nazionale.

La crescente centralità delle infrastrutture digitali rende investimenti come quello di BEI sempre più cruciali non soltanto dal punto di vista economico, ma anche geopolitico e industriale.

L’operazione tra BEI e FiberCop si inserisce quindi in un quadro più ampio di consolidamento delle infrastrutture critiche europee, con l’obiettivo di rafforzare autonomia tecnologica, competitività e capacità di innovazione.

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