Perché la ricerca di Esplora file in Windows è lentissima rispetto al prompt dei comandi?

La ricerca in Esplora file di Windows risulta più lenta rispetto a cmd o PowerShell perché privilegia un approccio semantico e complesso: analizza nomi, contenuti e metadati dei file tramite la funzionalità di indicizzazione.

Chiunque utilizzi Windows in modo intensivo prima o poi si scontra con una frustrazione ricorrente: la ricerca da Esplora file (Windows+E) è drammaticamente più lenta rispetto a una semplice ricerca dal Prompt dei comandi (cmd) o da una finestra PowerShell. Il paradosso è evidente: stessa macchina, stesse unità di memorizzazione, stessi file… ma risultati e tempi completamente diversi. Il problema non è Windows 11. Non è nemmeno Windows 10. È una scelta progettuale stratificata nel tempo, che affonda le radici in decisioni architetturali prese oltre 20 anni fa. Vediamo perché.

Il modello operativo della ricerca da riga di comando

La ricerca tramite cmd si basa su un modello estremamente diretto. Il comando dir, ad esempio, percorre la gerarchia delle cartelle presenti, interrogando il file system NTFS e confrontando i risultati ottenuti con il pattern fornito.

L’operazione avviene quasi interamente a livello di metadati strutturali del file system, senza apertura dei file né interpretazione del loro contenuto. In molti casi, inoltre, Windows può sfruttare strutture interne come la Master File Table (MFT) e il Journal di NTFS, che sono progettate per essere consultate rapidamente e in modo sequenziale.

Aprite quindi il prompt dei comandi in Windows 11 o in Windows 10 quindi digitate, ad esempio, quanto segue (potete ovviamente modificare la lettera identificativa dell’unità in cui cercare e il nome del file):

dir c:\*test* /a /s

Windows sta facendo qualcosa di estremamente lineare: attraversa l’albero delle directory, legge solo le entry del file system, confronta i nomi dei file quindi stampa i risultati. Niente metadati, niente ranking, niente indicizzazione semantica. In molti casi, come indicato in precedenza, il comando dir (come strumenti moderni tipo WizTree o Everything) sfrutta indirettamente strutture già ottimizzate dal file system NTFS.

Strutture come MFT e USN Journal sono progettate per essere lette velocemente, perché servono al kernel stesso. Il risultato è una scansione che può attraversare terabyte di dati in pochi secondi. Alla fine, cmd non è “intelligente” ed è proprio per questo che è veloce.

Interpretazione generale del comando

dir è un comando interno della shell di Windows (cmd) che si occupa di enumerare il contenuto delle directory interrogando direttamente il file system. Non utilizza il servizio di indicizzazione, non analizza il contenuto dei file e non carica alcun parser o filtro di formato.

Il comando dir c:\*test* /a /s chiede sostanzialmente a NTFS: “mostrami tutte le voci il cui nome contiene la stringa test, partendo dalla radice di C: e scendendo ricorsivamente in tutte le sottocartelle” (opzione /s). Il parametro /a indica di non escludere file in base agli attributi: in questo modo il comando include file normali, file nascosti, file di sistema, file di sola lettura, directory.

Esplora file non cerca “file”: cerca informazioni

Uno strumento di sistema come Esplora file, di fatto il file manager di Windows, non nasce invece come un semplice file lister. È un’interfaccia semantica per i contenuti memorizzati nelle varie unità: così, se si digita test nella casella di ricercaEsplora file non interpreta la richiesta come “trova file con test nel nome”, ma come “trova qualunque contenuto che possa essere correlato con test”.

Una ricerca del genere, molto più profonda e impegnativa, include potenzialmente:

  • nome del file
  • estensione
  • autore
  • titolo del documento
  • contenuto testuale
  • metadati EXIF (foto)
  • bitrate, artista, album (audio)
  • dimensioni, date, attributi
  • proprietà personalizzate COM

Per supportare tutto questo, il sistema operativo Microsoft usa Windows Search Indexer ovvero l’indicizzazione di Windows.

L’indicizzazione di Windows: potenza… con un costo enorme

L’indice che Windows usa per le ricerche non è un semplice database di nomi file. È un sistema complesso che analizza i file, carica IFilter specifici (PDF, DOCX, immagini, media), estrae metadati, normalizza il testo, aggiorna continuamente lo stato dell’indice.

Il problema è duplice: l’indice non è universale quindi non tutti i percorsi sono indicizzati; i dischi esterni spesso esclusi con le cartelle di sistema parzialmente ignorate. Quando la query dell’utente non è soddisfatta attingendo al contenuto dell’indice, Esplora file ripiega su una ricerca ibrida: una parte si affida all’indice, si effettua una scansione in tempo reale per poi passare all’interpretazione dei risultati. Un approccio devastante in termini di prestazioni ed è per questo motivo che molti utenti lamentano attese infinite.

La filosofia della ricerca di Esplora file nasce in un’epoca in cui i file erano pochi, i dischi erano lenti, i contenuti multimediali provenivano da CD/DVD e i metadati avevano un valore reale (musica, foto, documenti Office). Oggi lo scenario è cambiato radicalmente: milioni di file da gestire, SSD NVMe velocissimi, utenti che cercano quasi sempre per nome, ricerca per metadati usata da una minoranza di utenti. Eppure Esplora file continua purtroppo a trattare tutti i casi come se fossero equivalenti.

Perché strumenti come Everything sono istantanei

Tool come Everything, WizTree o WinDirStat fanno una scelta opposta: leggono direttamente la MFT, ignorano quasi tutto ciò che non è strettamente necessario, separano il nome dei file dal loro contenuto, mostrano risultati immediati e incrementali.

Everything, in particolare, è interessante perché: costruisce un indice passivo, si aggiorna via USN Journal, non apre i file, non interpreta nulla, a meno che l’utente non avanzi una specifica richiesta.

Si può rendere la ricerca con Esplora file più veloce?

Tecnicamente, Esplora file può fare ricerche rapide per nome. Ma è indispensabile che l’utente si avvalga di una sintassi avanzata. Ne parliamo nell’articolo sui trucchi nascosti della casella di ricerca di Windows.

In un’interfaccia grafica come quella alla base del funzionamento di Windows, costringere l’utente a usare query specifiche per ottenere prestazioni decenti è tuttavia un fallimento in termini di user experience.

Un compromesso progettuale difficile da superare

Esplora file è il risultato di decenni di stratificazione, compatibilità retroattiva e integrazione con altri componenti del sistema operativo, come la ricerca globale e il menu Start. Qualunque modifica sostanziale al suo funzionamento rischierebbe di avere effetti collaterali significativi. Per questo motivo, Microsoft sembra aver accettato un compromesso: mantenere una ricerca potente ma lenta per i casi semplici, piuttosto che introdurre una distinzione esplicita tra ricerca per nome e ricerca semantica.

La lentezza della ricerca in Esplora file non è quindi un’anomalia né un difetto isolato, ma la conseguenza diretta di una scelta architetturale orientata alla ricchezza semantica piuttosto che alla velocità immediata. cmd appare più rapido perché opera su un modello più semplice e vicino al file system. Finché Windows non offrirà una separazione chiara e intuitiva tra ricerca strutturale e ricerca dei contenuti, questa differenza continuerà a esistere, spingendo gli utenti più esperti verso strumenti alternativi o verso la riga di comando, paradossalmente più efficiente di un’interfaccia grafica moderna.

Nel frattempo, Microsoft sembra voler affiancare una nuova modalità di ricerca basata sull’AI: la ricerca semantica con Copilot guarda proprio in questa direzione.

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