Google AI Overviews rischia un problema europeo: non può sostituire l'articolo originale

Gemini rischia di violare i diritti degli editori secondo un parere della Corte UE sull'uso degli articoli giornalistici nelle risposte AI.
Google AI Overviews rischia un problema europeo: non può sostituire l'articolo originale

L’utilizzo degli articoli giornalistici da parte dei chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale torna al centro del dibattito europeo sulla tutela del diritto d’autore.

Questa volta il protagonista è Google Gemini, finito sotto la lente della Corte di giustizia dell’Unione europea per il modo in cui recupera e rielabora i contenuti pubblicati online.

Il caso nasce dalla contestazione di un editore ungherese, che ritiene lesi i propri diritti attraverso le risposte generate dal servizio. Il parere dell’avvocato generale Maciej Szpunar introduce indicazioni importanti per il rapporto tra piattaforme tecnologiche e industria editoriale. La questione va oltre il singolo procedimento: riguarda il futuro della produzione giornalistica e la possibilità di utilizzare informazioni protette senza compromettere il lavoro di chi le realizza.

Perché Google Gemini rischia di violare i diritti degli editori

La controversia coinvolge Like Company, società ungherese che gestisce diversi portali d’informazione e ha avviato un’azione legale contro Google. Secondo l’accusa, Gemini avrebbe utilizzato i suoi articoli per generare risposte destinate agli utenti, riproponendo contenuti protetti senza autorizzazione.

Il procedimento, identificato come C-250/25, è arrivato davanti alla Corte europea attraverso un rinvio pregiudiziale del tribunale di Budapest. I giudici nazionali hanno chiesto chiarimenti sull’applicazione delle norme europee relative ai diritti degli editori e alla riproduzione delle pubblicazioni giornalistiche.

Nelle conclusioni presentate il 3 novembre 2026, Szpunar distingue tra informazioni e modalità espressive. I fatti raccontati in un articolo non diventano proprietà esclusiva della testata, mentre la particolare formulazione utilizzata per presentarli può beneficiare della tutela prevista dalla normativa.

Il problema emerge quando un chatbot recupera un articolo, ne riutilizza elementi espressivi riconoscibili e produce una risposta talmente completa da rendere superflua la consultazione della pubblicazione originale. In questo scenario, secondo l’avvocato generale, possono entrare in gioco sia il diritto di riproduzione sia quello di comunicazione al pubblico.

La responsabilità potrebbe ricadere anche sul fornitore del chatbot quando queste modalità di utilizzo sono parte integrante del suo modello commerciale oppure quando mancano misure efficaci per contrastarle.

Addestramento AI e utilizzo degli articoli: cosa cambia

Il parere affronta anche una questione particolarmente delicata per le aziende tecnologiche: l’utilizzo di opere protette durante l’addestramento dei modelli linguistici.

Su questo punto, tuttavia, Szpunar invita la Corte a non pronunciarsi nel merito, perché non esistono prove sufficienti che gli articoli di Like Company siano stati effettivamente impiegati per addestrare Gemini.

L’avvocato generale osserva comunque che l’eccezione europea relativa al Text and Data Mining consente, in linea generale, di utilizzare materiale protetto per queste attività, nel rispetto delle condizioni previste dalla legislazione comunitaria.

È importante sottolineare che le conclusioni dell’avvocato generale non costituiscono una sentenza e non vincolano i giudici. La decisione definitiva spetterà alla Corte di giustizia, mentre il procedimento nazionale dovrà successivamente applicare i principi interpretativi stabiliti a livello europeo.

La posizione espressa potrebbe avere conseguenze significative anche per altri servizi di AI generativa, perché il problema non riguarda esclusivamente Google. Tutte le piattaforme che recuperano pubblicazioni giornalistiche per costruire risposte automatiche dovranno confrontarsi con il confine tra elaborazione delle informazioni e riutilizzo delle opere protette.

La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità dell’informazione indipendente. Se i contenuti giornalistici diventassero semplicemente materia prima gratuita per risposte che sostituiscono le fonti originali, l’intero sistema editoriale potrebbe trovarsi davanti a un cambiamento economico e culturale difficile da sostenere.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti