Una causa legale depositata da Google negli Stati Uniti ha portato alla luce uno degli usi più pericolosi dell’Intelligenza Artificiale generativa: la produzione automatizzata di infrastrutture per il phishing.
Secondo i documenti giudiziari, un’organizzazione criminale ha sfruttato Gemini per accelerare la creazione di siti fraudolenti e campagne di smishing su larga scala. L’episodio è significativo perché dimostra come gli strumenti AI possano abbattere le competenze tecniche necessarie per organizzare attacchi complessi, aprendo la strada a una nuova generazione di frodi digitali industrializzate.
Come Gemini è stato usato per creare siti falsi
Al centro della denuncia c’è Outsider Enterprise, una piattaforma “phishing-as-a-service” pensata per criminali con competenze informatiche limitate.
Google sostiene che il gruppo abbia sviluppato strumenti pronti all’uso per generare pagine che imitano operatori telefonici, enti pubblici e istituti finanziari. Gemini non avrebbe eseguito attacchi direttamente, ma sarebbe stato impiegato per generare codice HTML, CSS e JavaScript e personalizzare graficamente i siti, producendo copie convincenti di portali autentici in tempi molto ridotti.
Google ha individuato oltre 1,5 milioni di URL collegati all’operazione tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. Alcune ricostruzioni parlano di oltre 9.000 siti contraffatti e circa 2,5 milioni di SMS inviati in poche settimane, con perdite economiche stimate in miliardi di dollari dal 2023 a oggi.
Perché l’AI rende il phishing più difficile da rilevare
Le campagne tradizionali erano spesso riconoscibili per errori grammaticali e grafica approssimativa. I moderni sistemi di AI generativa producono invece testi naturali, adattati alla lingua della vittima e coerenti con il marchio impersonato, aumentando la probabilità che l’utente inserisca credenziali o dati finanziari.
La scalabilità è un ulteriore vantaggio per gli attaccanti: attraverso prompt differenti è possibile ottenere centinaia di varianti della stessa campagna, riducendo l’efficacia dei sistemi di rilevamento basati su firme statiche. Quando un dominio viene bloccato, i contenuti possono essere aggiornati e ridistribuiti in pochi minuti.
Le risposte di Google, dell’FBI e le difese possibili
Google collabora con l’FBI e con operatori come AT&T, T-Mobile e Verizon per bloccare domini e infrastrutture della rete criminale.
L’obiettivo della causa non è solo il risarcimento, ma l’ottenimento di provvedimenti giudiziari che smantellino gli strumenti dell’operazione. Parallelamente, l’azienda utilizza sistemi basati sulla stessa AI per identificare URL malevoli e campagne fraudolente prima che raggiungano gli utenti.
Per chi naviga online, le difese più efficaci restano l’autenticazione multifattore, i filtri anti-phishing aggiornati e la verifica indipendente di qualsiasi comunicazione sospetta. Le tecnologie generative stanno trasformando le frodi digitali: anche le contromisure devono evolversi con la stessa velocità.