In Francia le VPN devono bloccare i siti illegali dello streaming pirata

Cade la scusa della neutralità tecnica: le VPN sono "agenti fondamentali nell'ecosistema della pirateria digitale".
In Francia le VPN devono bloccare i siti illegali dello streaming pirata

Il Tribunale Giudiziario di Parigi ha emesso una sentenza di grande rilievo che impone ai principali fornitori di servizi VPN di intervenire attivamente contro la diffusione di contenuti protetti da copyright. La decisione coinvolge operatori leader del settore come CyberGhost, ExpressVPN, NordVPN, ProtonVPN e Surfshark, obbligandoli a impedire l’accesso a una serie di domini che trasmettono illegalmente eventi sportivi in diretta.

Questa iniziativa legale è stata promossa dalla Ligue de Football Professionnel (LFP), la massima serie del calcio francese, insieme al suo braccio commerciale, e rappresenta un’ulteriore espansione delle misure restrittive che negli anni precedenti avevano già colpito i fornitori di servizi internet e i risolutori DNS pubblici come Google e Cloudflare.

Responsabilizzare le VPN

L’aspetto più significativo di questo provvedimento risiede nella nuova classificazione giuridica attribuita ai fornitori di VPN, che la corte ha ufficialmente designato come intermediari tecnici ai sensi del Codice dello Sport francese.

Secondo i giudici, nonostante questi servizi operino in maniera passiva e neutrale durante la connessione, essi svolgono una funzione essenziale di trasmissione dei dati e agiscono come un ponte che permette agli utenti di eludere i blocchi già imposti agli Internet Service Provider.

La sentenza chiarisce che la neutralità tecnica non equivale a un’immunità legale e che tali piattaforme sono agenti fondamentali nell’ecosistema della pirateria digitale.

L’ordine emesso è di tipo dinamico, il che significa che l’autorità di controllo ARCOM avrà il potere di aggiungere nuovi nomi a dominio, mirror o proxy alla lista di blocco man mano che questi verranno creati per aggirare le restrizioni. Questo sistema di protezione rimarrà attivo per l’intera durata della stagione calcistica 2025/2026, mirando inizialmente a tredici domini specifici che includono siti come miztv.top e strikeout.im.

La corte ha inoltre precisato che tali misure non violano le normative europee sulla sorveglianza generale dei dati, poiché sono limitate a obiettivi specifici e hanno una scadenza temporale definita.

Le VPN rispondono con il No-Log

Nel corso del procedimento, quasi tutti i fornitori di VPN coinvolti hanno cercato di difendersi sollevando obiezioni basate sulla natura stessa dei loro servizi, in particolare facendo leva sulla politica no-log.

Aziende come Surfshark e NordVPN hanno argomentato che, non registrando gli indirizzi IP degli utenti né effettuando una geolocalizzazione precisa, un ordine di blocco limitato esclusivamente al territorio francese risulterebbe tecnicamente incompatibile con i loro obblighi contrattuali e con la privacy dei clienti.

Il tribunale ha però respinto con fermezza questa tesi, stabilendo che gli accordi contrattuali tra le VPN e i loro abbonati non possono essere usati come scudo contro i titolari dei diritti che hanno dimostrato una violazione dei propri contenuti. I giudici hanno sottolineato che l’implementazione del blocco non richiede la conservazione permanente dei dati degli utenti, ma semplicemente la garanzia che l’accesso ai siti pirata sia impedito dalla Francia.

In risposta, NordVPN ha già avviato un ricorso in appello, definendo queste misure futili e sostenendo che i pirati troveranno sempre nuovi modi per aggirare gli ostacoli, ad esempio utilizzando sottodomini o migrando verso servizi VPN gratuiti di scarsa qualità.

Secondo i fornitori, la lotta alla pirateria dovrebbe concentrarsi sull’eliminazione della sorgente dei contenuti illegali e sul miglioramento dell’offerta legale, piuttosto che colpire gli intermediari tecnici che garantiscono la sicurezza online.

Per il momento, tuttavia, le aziende colpite dovranno individuare una soluzione tecnologica efficace per conformarsi alla decisione del tribunale francese.

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