Per anni Apple Silicon è stato il punto di riferimento per l’efficienza dei portatili, grazie all’architettura ARM e all’integrazione tra componenti e sistema operativo. Un test di Jeff Geerling suggerisce però che il divario con Intel non sia più così netto.
Nel carico numerico HPL Linpack, il Dell XPS 13 con Intel Core 5 320 ha prodotto 127,91 GFLOPS consumando 20,6 watt, mentre il MacBook Neo con Apple A18 Pro si è fermato a 57,012 GFLOPS con 10,6 watt.
Numeri alla mano, il rapporto tra prestazioni e consumi favorisce il Dell, con 6,21 contro 5,38 GFLOPS per watt. Il dato è significativo, ma descrive soltanto uno scenario e non una superiorità generale dell’architettura x86.
Il Dell XPS 13 cambia il confronto
Il risultato nasce da un confronto tra due portatili compatti, non tra processori isolati.
Il Dell XPS 13 del 2026 utilizza il Core 5 320 della famiglia Wildcat Lake, una piattaforma pensata per sistemi a basso consumo. Nel test il chip si è stabilizzato intorno ai 20 watt, ma ha completato più del doppio delle operazioni in virgola mobile rispetto al MacBook Neo. Per questo il consumo istantaneo, quasi doppio, non basta a descrivere l’efficienza: occorre rapportare il lavoro svolto all’energia utilizzata.
HPL Linpack, tuttavia, è un benchmark fortemente orientato al calcolo numerico. Misura la capacità di risolvere sistemi di equazioni lineari e non rappresenta automaticamente la navigazione, la videoscrittura, la riproduzione video o il gaming. Anche la configurazione del notebook incide: display, memoria, firmware e sistema operativo possono modificare il risultato finale. I dati pubblicati da Intel, inoltre, provengono da configurazioni di riferimento e non vanno trasferiti senza cautela a ogni computer equipaggiato con lo stesso processore.
L’efficienza dipende dal carico
La prova è interessante perché ridimensiona l’idea secondo cui ARM sarebbe sempre più efficiente di x86. L’architettura del set di istruzioni conta, ma non determina da sola i consumi: microarchitettura, processo produttivo, cache, gestione della frequenza e acceleratori specializzati hanno un peso decisivo. Nei processori moderni, inoltre, le istruzioni x86 vengono convertite in micro-operazioni interne, rendendo meno utile il vecchio confine tra CISC e RISC.
Il quadro cambia anche osservando l’uso quotidiano. Secondo Geerling, l’XPS 13 consuma circa 0,5-0,8 watt a display spento e 3-4 watt con luminosità al 50%, valori comparabili a quelli del MacBook Neo. Questo non significa che Intel abbia superato Apple in ogni ambito: il MacBook può mantenere vantaggi nella grafica integrata e in altri carichi. Significa piuttosto che l’efficienza va valutata caso per caso, considerando prestazioni, potenza e tempo necessario per completare il lavoro. Il Dell XPS 13 non chiude la sfida tra Apple Silicon e Intel, ma dimostra che il vantaggio energetico di Apple non può più essere dato per scontato.