Carl Pei, fondatore di Nothing ha riacceso il dibattito sul futuro degli smartphone con alcune dichiarazioni pubblicate sui social.
Il tema è uno di quelli che divide produttori, sviluppatori e analisti da anni: quanto spazio rimane per innovare nell’hardware mobile e quale ruolo avrà l’Intelligenza Artificiale nella prossima fase del settore.
Le sue parole arrivano in un momento preciso: il mercato globale ha raggiunto una maturità tecnica evidente, i miglioramenti generazionali sono sempre più incrementali e le differenze tra i top di gamma risultano meno nette rispetto a un decennio fa.
Lo stesso esperto, si è soffermato su un aspetto delicato come il prezzo della memoria, sottolineando come di fatto questa costi ormai più del processore: un cambio radicale, soprattutto considerando come si è mosso il mercato fino a solo qualche anno fa. Pei ha dichiarato che, per il Phone (4a), i costi della memoria sono aumentati in modo notevole, sottolineando come la situazione sia molto difficile per i produttori. D’altro canto, l’ex figura di spicco di OnePlus, già a inizio anno aveva indicato il 2026 come un’annata difficile per il settore mobile.
Smartphone e AI: cosa cambierà davvero secondo Pei
Secondo Pei, il telefono resterà il dispositivo personale più importante per la maggior parte degli utenti anche nei prossimi anni.
Quello che cambierà è il modo in cui ci si interagisce. L’AI generativa potrebbe ridurre progressivamente la necessità di navigare tra app, menu e impostazioni diverse: gli assistenti AI diventerebbero uno strato software capace di interpretare le intenzioni dell’utente e coordinare automaticamente più funzioni del dispositivo.
Non si tratta di sostituire le applicazioni tradizionali nel breve periodo, ma di renderle meno visibili. Un cambiamento che sposta il centro dell’esperienza utente dal gesto manuale all’intenzione riconosciuta.
Sul fronte hardware, processori, fotocamere, display OLED ad alta frequenza e batterie hanno ormai raggiunto livelli prestazionali tali da rendere poco percepibili i salti generazionali annuali. Per i produttori differenziarsi solo attraverso i componenti fisici è sempre più difficile. La competizione si sposta verso il software, i servizi integrati e le capacità AI elaborate direttamente sul dispositivo tramite NPU dedicate.