Apple ha presentato un nuovo portatile destinato a ridefinire la fascia d’ingresso della propria offerta. Il dispositivo si chiama MacBook Neo ed è stato annunciato il 4 marzo 2026 con un prezzo di partenza di 599 dollari negli USA (499 per il settore education) e circa 699 euro in Europa. La scelta segna una svolta nella strategia dell’azienda di Cupertino, storicamente concentrata su notebook premium con prezzi significativamente superiori rispetto ai laptop Windows entry-level. L’obiettivo è ampliare la base utenti di macOS intercettando studenti, utenti domestici e possessori di iPhone che fino ad oggi hanno preferito PC economici o Chromebook per ragioni di costo.
Per comprendere il significato di questo modello è necessario considerare l’evoluzione recente della linea Mac. Dal 2020 Apple ha avviato la transizione dai processori Intel alla piattaforma Apple Silicon basata su architettura ARM. I chip della serie M hanno portato un notevole salto in efficienza energetica e prestazioni, ma anche i modelli più accessibili della gamma, come MacBook Air, hanno mantenuto un prezzo superiore ai mille dollari. Il Neo introduce una soluzione differente: sfruttare componenti progettati per dispositivi mobili e adattarli al contesto dei laptop per ridurre costi e consumi mantenendo compatibilità completa con macOS.

Un Mac basato su chip derivato da iPhone
Il cuore del portatile è il A18 Pro, un SoC originariamente progettato per iPhone 16 Pro. Si tratta della prima volta che Apple utilizza un processore della serie A in un computer Mac, una scelta che consente di ridurre il prezzo finale senza rinunciare alle tecnologie dell’azienda. Il SoC integra una CPU a 6 core, una GPU a 5 core e un motore neurale a 16 core dedicato all’elaborazione di carichi legati all’intelligenza artificiale locale.
La configurazione base prevede 8 GB di memoria unificata e un’unità SSD da 256 GB, con una variante da 512 GB disponibile nella versione superiore. La memoria non è aggiornabile e rappresenta uno dei compromessi tecnici più evidenti del progetto.
In un’epoca in cui molti notebook economici iniziano a offrire 16 GB di RAM (le cose potrebbero cambiare con la carenza di RAM), la scelta di Apple indica un chiaro posizionamento del dispositivo per attività quotidiane piuttosto che per carichi di lavoro professionali.
Display, design e caratteristiche hardware
Il notebook integra uno schermo Liquid Retina da 13 pollici con risoluzione di 2408 × 1506 pixel e luminosità di circa 500 nit.
Il telaio è realizzato in alluminio riciclato e pesa poco più di 1,2 kg, collocandosi nella categoria degli ultraportatili. Apple propone quattro varianti cromatiche — silver, indigo, blush e citrus — con tastiera coordinata al colore del dispositivo.
Tra le dotazioni figurano una fotocamera FaceTime HD a 1080p per videoconferenze, microfoni con cancellazione del rumore e altoparlanti laterali compatibili con audio spaziale e Dolby Atmos.
Il sistema di input include la Magic Keyboard e un trackpad multi-touch che supporta le gesture avanzate di macOS. Il dispositivo è completamente fanless, caratteristica resa possibile dal basso consumo energetico del chip.
Connettività e compromessi tecnici per ridurre il prezzo
Il prezzo aggressivo è ottenuto attraverso alcune limitazioni hardware. Il portatile dispone di due porte USB-C, una di tipo USB 3 e una limitata allo standard USB 2.
Mancano le porte Thunderbolt e il connettore di ricarica magnetico MagSafe presenti nei modelli superiori. Il sistema supporta Wi-Fi 6E e Bluetooth 6 e include il tradizionale jack audio da 3,5 mm.
Altri “tagli” riguardano la sicurezza e l’alimentazione. Il modello da 256 GB non integra il sensore Touch ID, mentre la versione da 512 GB include l’autenticazione biometrica per lo sblocco e Apple Pay. Il computer è fornito con un alimentatore da 20 W e non supporta tecnologie di ricarica rapida presenti su MacBook Air e MacBook Pro.
Prestazioni e scenari d’uso previsti
Il MacBook Neo è progettato per attività leggere o moderate: navigazione Web, streaming video, editing documenti e applicazioni creative di base.
L’architettura ARM del processore consente un’elevata efficienza energetica e Apple dichiara fino a 16 ore di autonomia con una singola carica.
L’assenza di ventole garantisce un funzionamento completamente silenzioso ma impone limiti termici che rendono il dispositivo meno adatto a operazioni come rendering video, compilazione software o virtualizzazione intensiva.
Perché potrebbe avere senso acquistare un MacBook Air usato: 5 motivazioni
Nonostante il prezzo competitivo, un MacBook Air delle generazioni precedenti può rappresentare una scelta più equilibrata per alcuni utenti rispetto all’acquisto dell'”inedito” Neo.
Il motivo principale riguarda la presenza dei chip della serie M, che offrono prestazioni significativamente superiori rispetto al chip A18 Pro utilizzato nel Neo. Un portatile con Apple M1 o M2 può garantire maggiore potenza di calcolo, soprattutto nelle applicazioni professionali e nei carichi multi-thread.
Un secondo elemento riguarda la connettività. I MacBook Air includono generalmente porte Thunderbolt con supporto a periferiche ad alta velocità e monitor esterni avanzati, mentre il Neo è limitato a interfacce USB-C più lente.
Per terzo, va detto che anche il sistema di ricarica e la tastiera risultano più completi sui modelli Air: mantengono caratteristiche come MagSafe e una retroilluminazione più evoluta.
Un altro aspetto riguarda la longevità della piattaforma. I chip della serie M sono progettati specificamente per macOS e offrono un margine di prestazioni più ampio nel lungo periodo, mentre l’A18 Pro deriva da un processore per smartphone e potrebbe raggiungere prima i limiti nelle applicazioni più esigenti.
In prospettiva pluriennale, un MacBook Air anche di generazioni precedenti può quindi mantenere una maggiore usabilità. Da ultimo, infatti, va detto che un MacBook Air di qualche anno fa offre una configurazione più equilibrata in termini di porte, potenza e dotazioni complessive.
Un nuovo punto di accesso alla piattaforma macOS
Il MacBook Neo introduce un modello di ingresso radicalmente diverso rispetto al passato. Il dispositivo non sostituisce MacBook Air o MacBook Pro, ma crea una nuova fascia destinata a chi cerca un portatile Apple economico per le attività quotidiane.
Il prezzo contenuto, unito all’integrazione con iPhone e con i servizi Apple, potrebbe ampliare significativamente la diffusione dei computer Mac nei segmenti educativi e consumer.
La strategia ricorda da vicino quella adottata anni fa con l’iPhone SE: offrire un dispositivo più accessibile che mantenga l’esperienza software della piattaforma principale.
Se l’operazione avrà successo, il MacBook Neo potrebbe rappresentare il primo passo verso una gamma più ampia di Mac progettati per competere direttamente con notebook Windows economici e Chromebook.