La produzione dei monitor OLED potrebbe entrare in una nuova fase grazie a una nuova tecnologia che promette di ridurre i costi senza sacrificare la qualità dell’immagine.
MSI ha presentato il PRO MAX OLED 271UPJW12, un monitor gaming da 27 pollici con risoluzione 4K e refresh rate di 120 Hz basato su un pannello realizzato con un processo di Inkjet Printing OLED, una tecnica produttiva che sostituisce parte delle tradizionali lavorazioni a evaporazione sotto vuoto.
Se la tecnologia raggiungerà una diffusione su larga scala, i display OLED premium potrebbero diventare più accessibili rispetto agli attuali modelli, con stime che indicano una possibile riduzione dei costi produttivi fino al 30-35% rispetto ai processi convenzionali.
Il nuovo monitor OLED di MSI
Il dispositivo presentato da MSI adotta un pannello OLED da 27 pollici con risoluzione 3840 × 2160 pixel con una configurazione pensata per offrire un’elevata definizione sia durante il gioco sia nelle attività professionali come editing fotografico e montaggio video. La densità di pixel raggiunge 164 PPI e il layout dei subpixel RGB stripe elimina efficacemente le frange di colore, ottimizzando la chiarezza di testo e immagini.
La vera novità non riguarda però le specifiche tecniche del monitor, bensì il metodo con cui viene realizzato il pannello, che sfrutta una tecnologia di deposizione dei materiali organici tramite stampa a getto d’inchiostro fornita da TCL CSOT. Questa soluzione ha attirato l’interesse dell’industria negli ultimi anni per la possibilità di ridurre significativamente i costi produttivi, mantenendo al contempo gli standard qualitativi che hanno reso gli OLED un riferimento assoluto.
Come funziona la tecnologia Inkjet Printing OLED
La maggior parte dei pannelli OLED oggi in commercio viene prodotta attraverso il processo Vacuum Thermal Evaporation, in cui i materiali organici vengono vaporizzati all’interno di camere ad alto vuoto e depositati sul substrato utilizzando maschere metalliche estremamente precise. Si tratta di una procedura molto complessa, costosa e caratterizzata da un utilizzo non ottimale dei materiali, poiché una parte consistente del composto organico impiegato durante la deposizione non raggiunge il pannello e viene dispersa nel processo produttivo.
La tecnologia Inkjet Printing segue invece un approccio differente: minuscole gocce di materiale emissivo vengono depositate direttamente nelle aree necessarie con una precisione molto elevata, riducendo gli sprechi e limitando il numero di lavorazioni richieste. Questo metodo permette di migliorare la resa produttiva e, almeno teoricamente, abbassare il costo finale dei pannelli OLED, rappresentando un’evoluzione significativa rispetto alle tecniche tradizionali.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio l’efficienza industriale, poiché depositando soltanto il materiale realmente necessario i produttori possono diminuire il consumo delle sostanze organiche, che rappresentano una delle componenti più costose dell’intero processo di fabbricazione. La tecnologia offre inoltre una maggiore flessibilità nella realizzazione di pannelli di grandi dimensioni, riducendo la dipendenza dalle complesse maschere metalliche e diminuendo il numero di passaggi produttivi.