Un editor di testo da meno di 3 KB non risolve i problemi di Windows, ma li mette in evidenza in un modo che è quasi crudele. Dave Plummer, ex ingegnere Microsoft noto anche per essere l’inventore del Task Manager, ha riportato Notepad o Blocco Note alla sua idea originaria: aprire e modificare testo semplice senza assistenti, telemetria, schermate introduttive o funzioni che trasformano un programma che dovrebbe avere soltanto funzionalità di base in un piccolo word processor supportato dall’AI.
Il risultato del lavoro di Plummer si chiama TinyRetroPad (repository GitHub) e nasce come esperimento tecnico, ma racconta bene quanto negli ultimi anni si sia registrata una corsa senza fine per farcire anche le applicazioni di sistema con caratteristiche che molti utenti ritengono superflue.
Per anni Windows ha separato i ruoli in maniera netta: Notepad serviva per il testo puro, WordPad supportava il formato RTF e aveva ambizioni di formattazione leggera, Word gestiva i documenti complessi. Poi Microsoft ha rimosso WordPad da Windows 11 24H2 e Windows Server 2025; nello stesso periodo il Blocco Note ha iniziato a ricevere schede, salvataggio automatico, supporto Markdown (con l’arrivo di vulnerabilità che non ci si aspetterebbero da un editor di testo puro), controlli di formattazione e funzioni basate su Copilot.
Alcune novità hanno senso per una parte degli utenti, ma c’è un aspetto rilevante: un’app, come il Blocco Note, nata per essere minimale è diventata il punto in cui Microsoft prova a far convivere testo semplice, produttività assistita e promozione dell’AI.
TinyRetroPad riporta il Blocco Note di Windows 11 all’idea originale
TinyRetroPad non prova a competere con Notepad++ o Visual Studio Code. Non è un editor per sviluppatori, non promette evidenziazione sintattica, plugin, pannelli laterali o integrazione con servizi cloud. Riprende invece l’estetica e il comportamento essenziale del Notepad dell’epoca Windows XP: una finestra, un’area di testo, menu classici e comandi immediati. In pratica, tutto quello che serve quando si deve aprire un file .txt, un file di log, di configurazione, modificare qualche riga, copiare dati negli appunti e poco più.
Plummer ha ricostruito un editor funzionante in stile Notepad da circa 2,5 KB: l’obiettivo è mostrare che Windows contiene molte primitive già pronte e se le si usa con disciplina, un’applicazione utile può rimanere incredibilmente piccola. In un altro articolo spieghiamo perché i programmi di 30 anni fa sembravano più veloci rispetto ad oggi.
Il progetto pubblicato su GitHub nasce come fork di Dave’s Tiny Editor di Matt Power, a sua volta derivato da tiny.asm di Plummer.
La base tecnica è estrema: codice assembly x86, compilazione con MASM e compressione dell’eseguibile con Crinkler.

Come abbiamo osservato in precedenza, la miniaturizzazione del progetto trae vantaggio dalla presenza di componenti già presenti in Windows. La scelta più importante riguarda RICHEDIT50W, il controllo WinAPI che gestisce l’area di editing. Invece di implementare da zero le funzionalità di gestione del testo, il programma di Plummer incapsula un controllo di sistema e gli invia messaggi. Qui sta la lezione interessante: il binario è minuscolo perché non reinventa ciò che il sistema operativo espone già.
Codice piccolo non significa programma autosufficiente
Bisogna evitare una lettura ingenua: TinyRetroPad non dimostra che il Notepad moderno potrebbe pesare 2,5 KB a parità di funzioni, sicurezza, localizzazione, accessibilità, firma, aggiornabilità e integrazione con Windows 11.
Il binario di Plummer è piccolo anche perché appoggia moltissimo codice su DLL di sistema già caricate o disponibili. La memoria occupata a runtime è quindi ben superiore alla dimensione dell’eseguibile.
Il valore di TinyRetroPad risiede piuttosto nella domanda che obbliga a porsi: perché un’app di sistema deve assorbire continuamente funzioni che appartengono ad altri strumenti? Microsoft vuole rendere Copilot visibile, aumentare l’uso dei PC con NPU, dare coerenza alla propria offerta AI e aggiornare applicazioni storiche che altrimenti sembrerebbero ferme.
Per un editor di testo, però, l’affidabilità percepita nasce da qualità modeste ma decisive: apertura istantanea, assenza di distrazioni, comportamento prevedibile, compatibilità con file di grandi dimensioni o che presentano problemi intrinseci, nessuna formattazione nascosta, nessun account richiesto. Quando si aggiunge una funzione come il riassunto automatico pilotato dall’AI, si sta snaturando uno strumento di lungo corso. E per chi ha sempre considerato Notepad “una certezza”, per via del suo approccio semplificato e della sua disponibilità su ogni installazione, queste scelte sono fonte di delusione.