Per Zuckerberg è difficile da immaginare un futuro senza smart glasses

Meta riduce il focus sul metaverso e punta sugli occhiali smart alimentati da AI. Crescita delle vendite, concorrenza di Google e Apple.

Nel panorama della tecnologia indossabile, un nuovo protagonista si sta imponendo con forza: gli smart glasses. Non si tratta solo di un’evoluzione dei classici occhiali, ma di una vera e propria rivoluzione destinata a ridefinire il rapporto tra utenti e dispositivi digitali.

In pochi mesi, le vendite sono triplicate, mentre investimenti miliardari e una competizione globale tra i principali player del settore hanno acceso i riflettori su questa frontiera innovativa. Colossi come Meta, Google, Apple e Snap stanno lasciando alle spalle le promesse – spesso disattese – del metaverso tradizionale, per puntare tutto su dispositivi indossabili alimentati da Intelligenza Artificiale avanzata.

Un cambio di rotta che ha già dato vita a prodotti iconici come Oakley Meta HSTN e Ray Ban Display, talmente richiesti da aver causato, in alcuni casi, veri e propri blackout di disponibilità nei magazzini internazionali.

Il nuovo corso di Meta è il risultato di anni di investimenti massicci nel metaverso, culminati però in una revisione drastica delle strategie aziendali. La divisione Reality Labs, che aveva rappresentato il cuore pulsante di questa visione, ha visto riduzioni significative di personale e budget. Il motivo? La consapevolezza che il vero potenziale di crescita risiede in dispositivi che si integrano con le abitudini quotidiane di miliardi di persone. Gli occhiali da vista, già diffusi in tutto il mondo, rappresentano la piattaforma ideale per ospitare funzionalità intelligenti di nuova generazione, specialmente se supportate da AI sempre più sofisticata.

Lo stesso Mark Zuckerberg ha parlato delle sue ambizioni per questa nicchia di mercato durante una recente conference call. Per il creatore di Facebook, tra qualche anno la maggior parte degli occhiali in circolazione saranno dotati di AI.

Smart glasses: Meta fa sul serio

Le ambizioni dei giganti tech sono impressionanti. Secondo le stime di Meta, il mercato dell’AI generativa potrebbe creare ricavi compresi tra 460 miliardi e 1,4 trilioni di dollari entro il 2035.

Nel frattempo, la concorrenza non resta a guardare. Google ha annunciato il lancio dei propri smart glasses nel 2026, grazie a una partnership strategica da 150 milioni di dollari con Warby Parker, uno dei marchi più innovativi nel settore eyewear. Apple, dal canto suo, sta progressivamente spostando il focus dal Vision Pro verso soluzioni di smart glasses più accessibili e orientate all’uso quotidiano, mentre Snap ha creato una sussidiaria dedicata esclusivamente ai dispositivi AR.

Ma la strada verso il dominio del mercato degli smart glasses non è priva di ostacoli. Una causa legale, avviata da Solos contro Meta ed EssilorLuxottica, minaccia di mettere in discussione la roadmap commerciale e tecnologica di questi dispositivi. Al centro della disputa, l’accusa di violazione di brevetti che coinvolgono tecnologie fondamentali per la realizzazione degli occhiali intelligenti. Se i tribunali dovessero dare ragione a Solos, le ripercussioni potrebbero essere pesanti: dai costi di licenza molto elevati fino alla necessità di una riprogettazione completa dei prodotti, con inevitabili ritardi e incertezze sul mercato.

I dubbi degli esperti

Oltre alle questioni legali, permangono tre grandi interrogativi che potrebbero decidere le sorti di questa rivoluzione tecnologica.

In primo luogo, la capacità di scalare la produzione su larga scala: riuscire a soddisfare una domanda in crescita esponenziale rappresenta una sfida logistica e industriale senza precedenti. In secondo luogo, la gestione della privacy e dei dati raccolti dalle telecamere integrate: con la diffusione di dispositivi sempre più potenti, il tema della sicurezza e della protezione delle informazioni personali diventa centrale, sia per i consumatori che per i regolatori. Infine, la costruzione di un ecosistema di applicazioni realmente utili, in grado di rendere gli smart glasses indispensabili nella vita quotidiana e di giustificare l’investimento sia economico che tecnologico.

Gli analisti concordano su un punto: la sfida non è solo tecnologica, ma anche commerciale. Sarà fondamentale proporre prezzi competitivi e soluzioni che superino i limiti normativi legati, ad esempio, alla videoregistrazione continua.

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