Samsung Galaxy S26: la fotocamera sarà simile a quella di iPhone

Samsung Galaxy S26 aggiunge la modalità foto a 24MP attivabile manualmente e nuove funzioni in One UI 8.5.
Samsung Galaxy S26: la fotocamera sarà simile a quella di iPhone

Con l’arrivo del nuovo aggiornamento One UI 8.5, Samsung alza il sipario sulle principali novità fotografiche che debutteranno sul prossimo Galaxy S26.

Un aggiornamento che, come da tradizione, non si limita a un semplice incremento di numeri, ma propone una filosofia di scatto inedita e più consapevole, mettendo nelle mani dell’utente una libertà di scelta finora riservata solo ai modelli più professionali. Tuttavia, non tutto brilla: alcune scelte hardware e software fanno discutere e dividono la community tra entusiasti e scettici.

Il primo aspetto che salta all’occhio riguarda la gestione della risoluzione intermedia a 24 MP. Samsung, a differenza di Apple che ha imposto questa soglia come standard su iPhone 15, adotta un approccio meno invasivo e più personalizzabile. Sarà infatti l’utente a decidere, tramite le impostazioni avanzate dell’app Camera Assistant, se abilitare questa modalità. Una scelta che mira a offrire un compromesso ideale tra qualità dell’immagine e peso dei file, con una promessa chiara: più dettaglio e meno rumore, senza che le dimensioni degli scatti diventino ingestibili.

Più qualità delle foto ma a un costo in termini di reattività

La possibilità di scattare a 24 MP si applicherà sia alla modalità Foto che a quella Ritratto, rendendo questa opzione particolarmente interessante per chi cerca il massimo controllo sulla resa finale delle proprie immagini.

Tuttavia, non tutto è oro: ogni scatto richiederà una latenza di elaborazione di circa tre secondi. Un tempo che, seppur breve sulla carta, rischia di farsi sentire soprattutto quando si fotografa soggetti in movimento o si vuole catturare una sequenza rapida di immagini. Samsung, in questo senso, sacrifica la fluidità immediata sull’altare della qualità computazionale, aprendo un dibattito su quale sia il vero valore aggiunto per l’utente finale.

Oltre alla nuova risoluzione, One UI 8.5 introduce altre funzioni di rilievo che promettono di alzare ulteriormente l’asticella dell’esperienza fotografica. Tra queste spicca il sistema Adaptive Pixel, che combina più scatti a bassa risoluzione per generare immagini più pulite e dettagliate. Non manca il supporto alla registrazione video in HDR10+, una novità che amplia la gamma dinamica e rende i video più realistici e coinvolgenti. Da segnalare anche la nuova impostazione che consente di modulare la velocità di messa a fuoco, una funzione pensata per i creativi che desiderano il massimo controllo durante le riprese di soggetti in movimento.

Il vero tallone d’Achille rimane però la fotocamera frontale. Samsung ha infatti deciso di mantenere invariata la risoluzione rispetto al Galaxy S23, fermandosi a 12 MP. Una scelta che appare conservativa, soprattutto se confrontata con le strategie di Apple e Google, che hanno già iniziato a modernizzare i propri sensori frontali con risoluzioni più elevate. Questa decisione lascia spazio a critiche da parte di chi considera selfie e videoconferenze ormai centrali nell’esperienza d’uso quotidiana di uno smartphone di fascia alta.

L’accoglienza del pubblico

Le reazioni a queste novità sono tutt’altro che univoche. Da un lato, c’è chi vede nella modalità 24 MP una soluzione intelligente, capace di trovare un equilibrio virtuoso tra qualità e gestione dello spazio di archiviazione, evitando i pesanti file generati dalle modalità a 50 MP o 200 MP. Dall’altro, gli utenti più orientati all’usabilità avrebbero preferito che questa opzione fosse attiva di default, senza doverla cercare manualmente tra le impostazioni avanzate. I professionisti, invece, accolgono con favore le nuove possibilità di regolazione della messa a fuoco, ma non nascondono una certa delusione per l’assenza di innovazioni hardware più incisive, in particolare sul fronte della fotocamera frontale.

Chi si appresta ad acquistare il Galaxy S26 dovrà quindi valutare attentamente i pro e i contro di queste scelte. Da una parte, la possibilità di ottenere paesaggi e ritratti statici più nitidi e puliti rappresenta un valore aggiunto indiscutibile. Dall’altra, la latenza di tre secondi rischia di penalizzare chi predilige la rapidità e la spontaneità, specialmente nelle situazioni più dinamiche. L’approccio di Samsung, che punta su una selezione manuale delle impostazioni, offre sicuramente flessibilità e controllo, ma richiede anche una maggiore consapevolezza da parte dell’utente.

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