Windows 10 e 11: bug negli aggiornamenti di gennaio manda in crash le app che usano OneDrive e Dropbox

Gli aggiornamenti Windows di gennaio 2026 introducono un bug critico nella gestione dello storage cloud che può bloccare le applicazioni e causare gravi problemi con OneDrive e Outlook su Windows 10, 11 e Windows Server.

Con gli aggiornamenti di gennaio 2026 Microsoft ha introdotto un bug tutt’altro che marginale nel sottosistema di gestione dei file su storage cloud, con effetti concreti sulla stabilità di numerose applicazioni. Dopo l’installazione degli aggiornamenti cumulativi rilasciati a partire dal 13 gennaio 2026, diversi software improvvisamente possono non rispondere più o generare errori imprevisti durante l’apertura o il salvataggio di file ospitati su storage sincronizzati come OneDrive o Dropbox.

Il problema non riguarda un singolo prodotto, ma l’interazione tra il sistema operativo e i meccanismi di file locking, caching e sincronizzazione tipici degli storage basati sul cloud. In pratica, Windows sembra entrare in uno stato di incoerenza nella gestione delle operazioni di I/O quando il file system locale funge da intermediario per contenuti che, in realtà, sono gestiti da un servizio remoto con sincronizzazione asincrona.

Bug in Windows 10 e Windows 11 con gli storage cloud: applicazioni bloccate e file incoerenti

Un caso emblematico è Outlook nelle configurazioni in cui i file PST (archivi della posta elettronica) risiedono all’interno di cartelle OneDrive.

In questi scenari il client di posta Microsoft può bloccarsi completamente e non riaprirsi più, se non forzando la chiusura del processo dal Task Manager o riavviando il sistema. Ancora più preoccupanti sono gli effetti collaterali: messaggi inviati che non compaiono nella cartella “Posta inviata”, email già scaricate che vengono riscaricate come se fossero nuove, oltre a un generale degrado dell’affidabilità del profilo Outlook.

Sono tutti comportamenti che indicano chiaramente come non si tratti di un semplice crash applicativo, ma di una perdita di coerenza nello stato dei file e delle operazioni di accesso concorrente, con possibili implicazioni anche sull’integrità dei dati.

Il ruolo del sottosistema di storage cloud

Dal punto di vista tecnico, tutto lascia pensare a un problema introdotto a livello di kernel o nei componenti di sistema responsabili della virtualizzazione dello storage cloud. OneDrive, come altri servizi simili, non si limita a sincronizzare file in background: intercetta le operazioni di lettura e scrittura, applica logiche di “files on demand”, gestisce placeholder e download differiti.

Un cambiamento non perfettamente compatibile in queste aree può facilmente mandare in crisi applicazioni che si aspettano un comportamento deterministico del file system, soprattutto quelle legacy o progettate per lavorare con file locali sempre disponibili, come i database PST o altri archivi monolitici.

Il workaround ufficiale: una non-soluzione

La parte più controversa della vicenda è la risposta ufficiale di Microsoft. Il workaround proposto consiste, di fatto, nel contattare gli sviluppatori delle applicazioni che evidenziano problemi per individuare eventuali metodi alternativi di accesso ai file oppure nel rimuovere i file problematici dallo storage cloud. Nel caso di Outlook, la soluzione suggerita è spostare i PST fuori da OneDrive.

Va detto che, nel frattempo, Microsoft ha riconosciuto l’esistenza della problematica e ha confermato che i suoi sviluppatori sono al momento al lavoro per sviluppare una patch correttiva nel più breve tempo possibile.

Patch che scatenano il problema e sistemi interessati

Il comportamento anomalo durante l’apertura o la memorizzazione di file sul cloud interessa tutte le versioni supportate di Windows 10 e Windows 11, oltre a Windows Server 2019, 2022 e 2025. Ciò significa che il problema può colpire anche file server, ambienti VDI e infrastrutture aziendali dove lo storage cloud è utilizzato come estensione o complemento dello storage locale.

I blocchi nel funzionamento di varie app quando interagiscono con i servizi di storage cloud sono apparsi, nei sistemi citati, dopo l’applicazione degli aggiornamenti di sicurezza KB5074109, KB5073724, KB5073723, KB5073455 e KB5073457.

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