Desktop e cartella Download sono un vero caos? Mettete ordine con LlamaFS

Uno strumento basato sull'intelligenza artificiale che aiuta a mettere ordine nel contenuto di qualunque cartella, a partire da Desktop e Download.

Provate ad aprire il contenuto della cartella Download di Windows oppure del Desktop. Nella stragrande maggioranza dei casi, probabilmente, queste due locazioni di memoria ospitano centinaia di elementi senza alcun tipo di organizzazione sensata. Gestire i file salvati sul proprio PC e assegnare loro un nome esplicativo, sono compiti noiosi. Si tratta di attività che spesso si mettono da parte tanto che i file tendono ad accumularsi in modo disordinato. LlamaFS è un progetto open source, condiviso su GitHub, che si prefigge come obiettivo quello di fare un po’ di ordine.

Organizzare i file con LlamaFS: le cartelle Desktop e Download tornano in ordine

Gli autori del progetto LlamaFS dimostrano come l’intelligenza artificiale possa essere messa al servizio del lavoro di tutti i giorni. Spesso, infatti, ci troviamo a rinominare file manualmente, cercando di assegnare loro un ordine logico. Man mano che si scaricano nuovi file o, per comodità, si copiano elementi sul Desktop, gli elementi tendono ad accumularsi.

Si rimanda sempre il momento in cui fare un po’ di pulizia e alla fine si giunge al momento in cui non si riesce più a trovare ciò che serve.

In un altro articolo ci siamo chiesti se tante icone sul Desktop possano rallentare il PC. La risposta breve è “no”, almeno da diverse versioni di Windows a questa parte. Semmai, come dicevamo in precedenza, un Desktop affollato non permette di individuare facilmente ciò che interessa e la soluzione consiste spesso nell’usare la ricerca di Windows. Se configurata correttamente, infatti, la ricerca di Windows permette di individuare i file che servono a partire dal loro nome ma consente di cercare informazioni memorizzate all’interno di essi (file Office e PDF compresi).

Due modalità di funzionamento

LlamaFS è studiato per rinominare e organizzare automaticamente i file. Supporta vari tipi di elementi, inclusi immagini (grazie all’integrazione con Moondream) e audio (attraverso Whisper). Prevede, inoltre, due diverse modalità di funzionamento:

  • Modalità Batch: Permette di condividere una cartella con LlamaFS. L’applicazione ne analizza in profondità il contenuto quindi propone una nuova struttura per i file, organizzandoli di conseguenza.
  • Modalità Watch: LlamaFS avvia un daemon che monitora una directory, intercettando tutte le operazioni effettuate a livello di file system. In questo caso, l’intelligenza artificiale impara dalle modifiche applicate di recente per opera dell’utente e “capisce” come rinominare i file. Ad esempio, se si crea una cartella per i documenti fiscali del 2024 e si inizia a spostarci dentro dei file, LlamaFS riconosce questo schema e salva automaticamente i file pertinenti nella stessa directory.

L’intelligenza artificiale esamina il contenuto di ciascun file e sviluppa una struttura articolata, assegnando il nome più pertinente a ciascun elemento. Può utilizzare il titolo del documento, il contenuto dell’immagine o altre informazioni utili a individuare a colpo d’occhio ciò che serve.

Elaborazione locale per allontanare i timori in materia di privacy

Passare i propri dati a un’intelligenza artificiale residente su un sistema remoto è quanto più di sconsiderato si possa fare sul versante della privacy e della tutela delle informazioni riservate. Grazie all’integrazione di Ollama, LlamaFS sfrutta modelli generativi scaricati ed eseguiti in ambito locale. In questo modo, neppure un byte di dati è trasferito verso server remoti e tutte le informazioni relative ai propri file restano custodite sul singolo dispositivo o nell’ambito della propria infrastruttura IT.

Uno degli aspetti più impressionanti di LlamaFS è la sua velocità. La maggior parte delle operazioni sui file in modalità Watch non richiedono più di 500 ms: ciò grazie alla cache intelligente che riscrive selettivamente le sezioni dell’indice basandosi su un set di informazioni il più possibile ridotto.

Come installare e usare LlamaFS

Lato backend, LlamaFS è sviluppato in Python, sfruttando il modello Llama 3 per esaminare il contenuto dei file dell’utente. L’interfaccia frontend, creata con Electron, è facile da usare: permette agli utenti di interagire con le strutture dei file suggerite prima di applicare le modifiche.

Per usare LlamaFS, è necessario aver installato sia Python 3.10 o superiore, sia il gestore di pacchetti pip. Come primo passo, è necessario clonare il repository:

git clone https://github.com/iyaja/llama-fs.git

Successivamente, basta portarsi – dalla finestra del terminale – nella cartella di LlamaFS quindi installare i requisiti per il funzionamento dell’applicazione:

pip install -r requirements.txt

Per avviare l’applicazione in locale utilizzando FastAPI (un moderno framework per la creazione di API basato su Python), è sufficiente eseguire il comando:

fastapi dev server.py

L’istruzione avvia il server di LlamaFS che, per impostazione predefinita, si pone in ascolto sulla porta 8000. L’API (Application Programming Interface) può essere interrogata utilizzando il comando curl e passando il percorso da esaminare come argomento. Ad esempio, per la cartella Download, si può usare la sintassi che segue:

curl -X POST http://127.0.0.1:8000 \
-H "Content-Type: application/json" \
-d '{"path": "/Users/<username>/Downloads/", "instruction": "string", "incognito": false}'

LlamaFS ha piani ambiziosi per il futuro. Oltre a migliorare ulteriormente l’organizzazione dei file, sono in fase di sviluppo funzionalità per trovare e rimuovere file vecchi o inutilizzati. Mettere le mani sul file system non è certamente una sfida da poco ma il team di LlamaFS ambisce a offrire un valido aiuto agli utenti, applicando le modifiche solo ed esclusivamente dopo aver acquisito il loro consenso.

Credit immagine in apertura: iStock.com – NicoElNino

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