Il progetto GIMP continua a evolversi con un ritmo costante e con una direzione tecnica sempre più orientata alla flessibilità dei flussi di lavoro grafici. Il 14 marzo 2026, i responsabili del progetto hanno pubblicato la versione 3.2 dell’editor di immagini open source, uno dei software più longevi nel campo della grafica digitale. La prima release del programma risale al gennaio 1996, quando due studenti dell’Università della California, Spencer Kimball e Peter Mattis, presentarono GNU Image Manipulation Program – GIMP appunto – come alternativa libera agli strumenti proprietari di fotoritocco.
Da allora il software è cresciuto fino a diventare una piattaforma multipiattaforma disponibile su Linux, Windows e macOS, con milioni di download annuali e una comunità di sviluppo attiva.
Il percorso verso GIMP 3 ha segnato una fase di rinnovamento importante. La versione 3.0, rilasciata a marzo 2025, ha introdotto un cambiamento tecnico significativo con l’adozione della libreria grafica GTK 3 e l’arrivo dei filtri non distruttivi, che consentono di modificare o rimuovere gli effetti applicati a un’immagine senza alterare definitivamente i dati originali. GIMP 3.2 prosegue su quella strada, concentrandosi su strumenti capaci di migliorare l’integrazione con altre applicazioni grafiche e rendere più flessibile la gestione delle risorse all’interno dei progetti complessi.
Layer Link: collegare file esterni direttamente nel progetto
La novità più evidente di GIMP 3.2 è l’introduzione dei Layer Link, una funzione che permette di utilizzare un file esterno come livello collegato all’interno di un documento GIMP.
Il funzionamento ricorda meccanismi già presenti in altri software professionali, ad esempio gli Smart Objects di Photoshop: sono oggetti che permettono di modificare contenuti grafici mantenendo separata la sorgente originale e applicando trasformazioni non distruttive.
Nel progetto open source, però, la funzionalità è implementata seguendo la logica dell’architettura basata su GEGL (Generic Graphics Library), il motore di elaborazione delle immagini che gestisce le operazioni come una catena di trasformazioni applicate ai dati grafici.
Quando un’immagine viene aperta tramite l’opzione Open as Layer Link, GIMP non importa semplicemente il contenuto raster nel documento. Il programma mantiene invece un riferimento diretto al file originale presente nel file system. Qualsiasi modifica apportata a quel file da un’altra applicazione – per esempio Inkscape, Krita o un editor RAW – è rilevata e aggiornata automaticamente all’interno del documento GIMP al momento della memorizzazione. Il risultato è un flusso di lavoro più dinamico: un grafico può modificare un elemento vettoriale in un editor esterno e vedere l’aggiornamento immediatamente nel progetto principale.
Dal punto di vista tecnico il meccanismo sfrutta un sistema di monitoraggio del file associato al layer, frutto di aggiornamenti profondi che hanno richiesto un grande impegno e sono maturati fino alla release 3.2.
Vector Layers e grafica scalabile nel motore di editing
Un altro passo importante riguarda l’introduzione dei Vector Layers, livelli basati su dati vettoriali che permettono di creare forme geometriche, tracciati complessi e oggetti con riempimento e contorno senza perdita di qualità. In passato GIMP offriva strumenti di percorso e testo, ma la gestione rimaneva spesso legata a conversioni raster.
I nuovi livelli vettoriali consentono di mantenere le informazioni geometriche fino alle fasi finali della composizione. Gli utenti possono impostare proprietà grafiche come lo stroke (il contorno o la linea che delimita una forma), il fill (il colore o il riempimento interno), i gradienti (sfumature di colore che passano gradualmente da una tonalità all’altra) e le trasformazioni geometriche come rotazioni, ridimensionamenti o spostamenti, senza che l’immagine perda qualità o definizione.
L’architettura si integra con il sistema dei percorsi già presente nel programma, permettendo anche operazioni come la rasterizzazione temporanea e il ritorno allo stato vettoriale tramite funzioni di revert.
L’aggiunta dei Vector Layers apre anche scenari di interoperabilità con altri formati grafici. Alcune build preliminari della serie 3.2 hanno già introdotto la possibilità di esportare tali livelli in SVG, oltre a migliorare l’importazione di formati tecnici come JPEG 2000 firmati digitalmente, texture PAA non DXT e file HRZ. Queste estensioni dimostrano la volontà di ampliare il supporto ai flussi di lavoro professionali e ai dataset grafici specializzati.
Interfaccia sincronizzata con la modalità chiara e scura del sistema
Un cambiamento meno appariscente ma significativo riguarda la gestione dell’interfaccia. GIMP 3.2 introduce un comportamento in grado di seguire automaticamente le impostazioni di tema del sistema operativo. Attivando l’opzione System Colors nelle preferenze del tema, l’applicazione adatta l’interfaccia grafica alla modalità chiara o scura del sistema.
Il meccanismo sfrutta le API di GTK e consente al software di reagire in tempo reale al cambio di modalità impostato dall’utente a livello di sistema. In pratica, se l’ambiente desktop passa alla modalità dark – come avviene in Windows 11, GNOME o macOS – l’interfaccia di GIMP si aggiorna senza richiedere un riavvio dell’applicazione.
La sincronizzazione del tema rappresenta anche un passo verso una maggiore coerenza dell’esperienza utente. Versioni precedenti del programma permettevano già di selezionare temi chiari o scuri manualmente, ma non esisteva una vera integrazione con le impostazioni globali del sistema operativo.
Miglioramenti ai formati PSD e nuove risorse di pittura
La compatibilità con i file di Adobe Photoshop continua a ricevere attenzione da parte di GIMP.
La serie 3.2 introduce ulteriori miglioramenti al plug-in di importazione PSD, che ora gestisce correttamente alcuni effetti di livello legacy come l’Outer Glow. Nelle versioni precedenti queste informazioni erano caricate dal parser del formato ma non venivano renderizzate correttamente nel documento.
Aggiunti anche nuovi pennelli e aggiornamenti al motore MyPaint Brush, portato alla versione 2. Il nuovo parametro Gain consente di simulare con maggiore precisione la pressione della penna grafica, anche quando si utilizza un mouse tradizionale. Il motore di pittura guadagna maggiore espressività, avvicinandosi alle capacità offerte da applicazioni dedicate alla pittura digitale.
Accanto a queste novità sono presenti numerose ottimizzazioni interne: miglioramenti alla gestione dei font durante l’avvio dell’applicazione, correzioni dell’interfaccia degli strumenti di trasformazione, aggiornamenti al browser dei filtri GEGL e vari fix di sicurezza.
GIMP 3.2 dimostra come il progetto open source continui a evolversi attraverso innovazioni progressive. Funzioni come Layer Link e Vector Layers ridefiniscono il modo con cui il software gestisce i dati grafici e interagisce con altri strumenti creativi.