Microsoft ha iniziato la distribuzione di KB5089573, aggiornamento facoltativo per Windows 11 che punta a migliorare un aspetto spesso criticato dagli utenti: la reattività generale dell’interfaccia. Non si tratta della classica patch minore con correzioni marginali: dietro questa release c’è una parte del progetto interno Windows K2, iniziativa con cui Redmond sta cercando di ridurre latenze percepite, rallentamenti dell’interfaccia e tempi morti che da tempo accompagnano Windows 11, soprattutto sui notebook meno potenti.
Dall’arrivo di Windows 11 nel 2021, molti utenti hanno segnalato ritardi nell’apertura del menu Start, lentezza dei menu contestuali, caricamenti non immediati di Esplora file e una sensazione generale di minore fluidità rispetto a Windows 10. In parte il problema dipende dalla maggiore complessità grafica dell’interfaccia; in parte pesa la convivenza fra componenti legacy Win32, codice moderno basato su WinUI 3 e numerosi servizi sempre attivi in background.
KB5089573 prova ad affrontare proprio questa percezione di lentezza: Microsoft parla genericamente di miglioramenti prestazionali nelle “core shell experience“, ma i test effettuati nelle build Insider delle ultime settimane mostrano modifiche molto più profonde al comportamento dello scheduler e alla gestione dei picchi di frequenza della CPU.
Secondo alcuni test comparativi indipendenti, in specifiche configurazioni hardware le applicazioni possono aprirsi fino al 40% più rapidamente, mentre i flyout di sistema, ovvero i pannelli rapidi dell’interfaccia come notifiche e controlli, possono comparire fino al 70% più velocemente. I risultati, tuttavia, cambiano molto in base al processore, al firmware UEFI e al profilo energetico attivo.
Come funziona il nuovo Low Latency Profile
La novità tecnica più interessante introdotta con l’aggiornamento KB5089573 riguarda quello che internamente è chiamato Low Latency Profile. Microsoft non lo espone come impostazione modificabile dall’utente e non compare nemmeno con questo nome nell’interfaccia di Windows Update; eppure è proprio il componente più importante dell’intero pacchetto.
In pratica, Windows 11 cambia il modo in cui lo scheduler, cioè il componente del sistema operativo che gestisce la distribuzione delle attività tra processore e applicazioni, assegna le risorse durante operazioni molto rapide ma ripetute di frequente, come l’apertura del menu Start, l’avvio di Edge, la visualizzazione del Centro notifiche, i menu contestuali o la ricerca integrata.
Regolazione più aggressiva della frequenza di clock
Normalmente il sistema incrementa gradualmente la frequenza di clock del processore man mano che cresce il carico. Con il Low Latency Profile invece accade l’opposto: la CPU sale immediatamente alla frequenza massima disponibile per 1-3 secondi, completa il lavoro nel minor tempo possibile e torna rapidamente in idle. La logica ricorda il principio Race to Halt, già utilizzato in diversi sistemi operativi moderni.
La percezione umana della fluidità dipende soprattutto dalla risposta iniziale del sistema; un ritardo di pochi centinaia di millisecondi basta a dare l’impressione di un PC lento, anche quando il carico complessivo è minimo.
Il meccanismo interviene soprattutto su processori Intel Core recenti e piattaforme AMD Ryzen con supporto avanzato alle tabelle ACPI CPPC2; in alcuni casi la CPU raggiunge rapidamente utilizzi superiori al 90% durante il lancio delle app, salvo poi tornare quasi subito sotto il 5%.
La scelta potrebbe sembrare brutale; in realtà ha una base tecnica precisa. I chip moderni impiegano alcuni istanti per aumentare frequenza e tensione: Windows 11 anticipa quel comportamento invece di aspettare che il carico cresca naturalmente. Su sistemi con SSD NVMe veloci e memoria LPDDR5 il miglioramento si nota soprattutto nella riduzione delle micro latenze dell’interfaccia.
Le modifiche introdotte in Esplora file e schermata di accesso
KB5089573 include anche interventi meno appariscenti ma importanti sul fronte dell’affidabilità. Microsoft cita correzioni apportate a explorer.exe, miglioramenti nella schermata di login e una gestione più stabile dei cambi tema nell’app Impostazioni.
Il pacchetto di aggiornamento va a correggere alcuni problemi comparsi negli ultimi mesi: freeze temporanei di Esplora file, crash sporadici dopo il ripristino del sistema dalla sospensione, menu contestuali che si aprono lentamente e refresh grafici incompleti. Parte delle correzioni sembrano riguardare la sincronizzazione fra componenti Win32 tradizionali e nuovi elementi grafici basati su XAML.
Microsoft ha inoltre corretto alcuni problemi legati ai dispositivi touchscreen. Nelle build precedenti certe gesture producevano latenze visibili oppure animazioni non sincronizzate: le anomalie si presentavano soprattutto sui convertibili ARM64 e su notebook con refresh rate elevato.
Non tutti gli utenti stanno comunque segnalando miglioramenti: alcuni hanno riportato tempi di login peggiori dopo l’installazione delle build preliminari di KB5089573, specialmente su configurazioni con BitLocker attivo e con l’uso di policy di sicurezza aziendali.
Un aggiornamento che lavora anche sul consumo energetico
L’aspetto interessante del Low Latency Profile riguarda proprio l’equilibrio fra reattività e autonomia. A prima vista sembrerebbe una funzione destinata ad aumentare temperature e consumo batteria; nei test preliminari accade invece il contrario in diversi scenari reali.
Il motivo è semplice: completando il lavoro più rapidamente, il processore trascorre più tempo negli stati di risparmio energetico profondi: le CPU moderne, soprattutto Intel Core Ultra e AMD Ryzen AI, gestiscono molto bene burst brevissimi ad alta frequenza.
Ovviamente non può essere tutto rose e fiori: su notebook economici con sistemi di raffreddamento ridotti o firmware OEM aggressivi, picchi nella frequenza di clock molto vicini nel tempo potrebbero aumentare la rumorosità delle ventole. Inoltre i benefici diventano meno evidenti sui desktop di fascia alta già molto rapidi nell’apertura delle applicazioni.
Il miglioramento più evidente emerge infatti sui sistemi entry level: dual core economici, notebook con 8 GB di RAM o macchine virtuali con risorse limitate. In queste configurazioni Windows 11 tendeva spesso a mostrare piccoli blocchi dell’interfaccia durante attività banali.
Nuove funzioni minori ma utili nella gestione del sistema
KB5089573 introduce anche alcune aggiunte secondarie che però migliorano l’esperienza quotidiana. Una delle più interessanti riguarda il supporto Bluetooth: Windows 11 può ora condividere contemporaneamente l’audio con due dispositivi compatibili.
La funzione sfrutta il protocollo Bluetooth LE Audio e il codec LC3, tecnologia che Microsoft sta progressivamente integrando nelle versioni più recenti di Windows 11 24H2 e 25H2. Per funzionare servono driver aggiornati e chipset compatibili; molti adattatori Bluetooth 5.0 meno recenti restano esclusi.
Durante la fase iniziale di configurazione del PC compare inoltre la possibilità di assegnare subito un nome personalizzato al dispositivo: non è una rivoluzione, ma evita un passaggio successivo nelle impostazioni di sistema.
Anche Task Manager riceve piccoli ritocchi: Microsoft continua ad ampliare le informazioni disponibili sui processi e sulle applicazioni containerizzate.
Distribuzione graduale e disponibilità reale delle ottimizzazioni
Un dettaglio importante riguarda il rollout. Installare KB5089573 non significa ottenere immediatamente tutte le ottimizzazioni descritte: Microsoft sta attivando parte delle funzioni tramite l’ormai ben noto sistema Controlled Feature Rollout, meccanismo che abilita gradualmente le novità lato server.
In pratica due PC identici, con la stessa build installata, potrebbero comportarsi in modo differente per giorni o settimane: Microsoft utilizza questo approccio da tempo per ridurre il rischio di bug diffusi su larga scala subito dopo l’applicazione degli aggiornamenti cumulativi.
L’aggiornamento è disponibile come pacchetto facoltativo tramite Windows Update: per installarlo bisogna aprire Impostazioni, entrare in Windows Update e selezionare la sezione degli aggiornamenti opzionali. Chi abilita l’opzione “Ottieni gli ultimi aggiornamenti non appena sono disponibili” riceve più rapidamente le nuove release preview.