Keychron apre il firmware dei mouse gaming: una prima assoluta

Keychron sviluppa ZGM, firmware GPLv3 per mouse gaming basato su Zephyr RTOS. Il progetto punta su bassa latenza, modularità e wireless, ma il codice vero e proprio e le procedure di flashing non sono ancora disponibili.
Keychron apre il firmware dei mouse gaming: una prima assoluta

Il firmware di un mouse gaming ha a che fare non solo con la semplice assegnazione dei pulsanti: gestisce la lettura del sensore ottico, filtra il movimento, misura il tempo di pressione degli switch, genera i report USB HID e coordina radio, batteria, illuminazione e memoria interna. Eppure, anche nei modelli venduti a oltre 150 euro, tale componente resta quasi sempre una “scatola nera”: il produttore distribuisce aggiornamenti in formato binario ma non permette di esaminare il codice che determina latenza, debounce (meccanismo che impedisce a una singola pressione fisica di produrre più clic involontari) e comportamento del dispositivo.

Keychron vuole rompere questa consuetudine con ZGM (Zephyr Gaming Mouse) una base firmware pubblicata con licenza GPLv3 e pensata per mouse cablati e wireless.

L’annuncio arriva dopo oltre un decennio nel quale progetti come QMK e, più tardi, ZMK hanno trasformato il mercato delle tastiere meccaniche programmabili. Sul versante dei mouse esistono già soluzioni aperte, tra cui i dispositivi Ploopy basati su QMK e varie realizzazioni sperimentali con sensori PixArt; mancava però un progetto sostenuto da un produttore di periferiche su larga scala e progettato fin dall’inizio per le esigenze dei mouse competitivi.

ZGM rappresenta uno dei primi tentativi commerciali di costruire una piattaforma riutilizzabile, pubblica e specificamente organizzata attorno a sensori ad alta frequenza, collegamenti wireless, consumo energetico e varianti hardware prodotte in serie.

ZGM nasce per eliminare il firmware proprietario dai mouse Keychron

Keychron descrive ZGM come una “fondazione aperta” per i futuri mouse da gaming. L’obiettivo dichiarato consiste nel rendere leggibili e modificabili parti che oggi l’utente non può controllare: gestione dei clic, temporizzazione degli eventi, configurazione del sensore, rotella, pulsanti supplementari, LED, comunicazione wireless e compromessi tra prestazioni e autonomia.

Un produttore tradizionale – con all’attivo un ricco catalogo di mouse e tastiere – consegna il mouse insieme a un firmware compilato e firmato.

Con ZGM il codice dovrebbe risultare ispezionabile, compilabile e adattabile: la licenza GNU GPL 3.0 consente di studiare, modificare e ridistribuire il programma, imponendo che le versioni derivate distribuite conservino le medesime libertà. Per Keychron significa accettare contributi esterni e rendere pubbliche alcune decisioni ingegneristiche; per gli sviluppatori significa poter creare funzioni non previste dal configuratore ufficiale o portare il firmware su schede compatibili.

Va detto però che il repository, al momento dell’annuncio, si trova ancora in una fase embrionale: illustra la direzione del progetto, le regole da seguire per partecipare e la roadmap, ma non ancora il firmware completo, i file per le schede, le procedure di compilazione e le istruzioni di flashing.

Perché Keychron ha scelto Zephyr RTOS

La base del progetto è Zephyr RTOS, un sistema operativo in tempo reale open source destinato a microcontrollori e dispositivi embedded. Zephyr offre scheduler, driver, gestione degli interrupt, stack USB, funzioni Bluetooth, risparmio energetico e un modello uniforme per descrivere l’hardware. Supporta numerose famiglie di chip ARM, RISC-V, x86 e altre architetture usate nell’elettronica integrata.

La scelta ricorda quella compiuta da ZMK nel settore delle tastiere wireless. QMK nacque soprattutto attorno a tastiere cablate e microcontrollori relativamente semplici; Zephyr, invece, fornisce già molti degli strumenti necessari per gestire dispositivi con più modalità di connessione, sospensione, batterie ricaricabili e periferiche asincrone.

ZGM dovrebbe includere driver indipendenti per sensore, pulsanti, rotella, illuminazione e gestione energetica. Cambiare un sensore PixArt, un microcontrollore o un encoder non dovrebbe costringere gli sviluppatori a riscrivere l’intero firmware.

Cosa significa ridurre la latenza del mouse

Keychron cita tra gli obiettivi principali l’elaborazione a bassa latenza: il termine è spesso ridotto al polling rate USB, ma la frequenza con cui il computer riceve i report rappresenta soltanto l’ultimo tratto del percorso.

Tra l’azione fisica dell’utente e l’arrivo dell’evento al sistema operativo intervengono diversi passaggi: attivazione dello switch, rilevazione elettrica, eventuale debounce, elaborazione del microcontrollore, preparazione del report HID, attesa dello slot USB o radio e trattamento da parte del controller host. Nel movimento si aggiungono il tempo di esposizione e lettura del sensore, i filtri interni e l’accumulo dei delta sugli assi X e Y.

Un polling rate di 1.000 Hz offre teoricamente un intervallo di 1 millisecondo tra due report; a 4.000 Hz l’intervallo scende a 0,25 millisecondi, mentre a 8.000 Hz raggiunge 0,125 millisecondi. Sono valori massimi teorici, non la latenza totale. Un firmware lento o una procedura di debounce troppo conservativa può vanificare una frequenza di comunicazione elevata. ZGM promette un percorso dedicato per la gestione precisa dei clic, del sensore e della rotella.

Il possibile debutto sul Keychron G6 HE

Le prime indiscrezioni collegano ZGM al Keychron G6 HE, un mouse wireless molto leggero che l’azienda ha presentato insieme ai propri switch magnetici e ottici. Il modello dovrebbe fungere da primo banco di prova commerciale, mentre la distribuzione effettiva del nuovo firmware è indicata per l’inizio del 2027.

L’impiego di switch magnetici rende il dispositivo particolarmente interessante: a differenza di un semplice pulsante meccanico, un sensore Hall può misurare la posizione o la corsa del comando. Il firmware potrebbe quindi offrire soglie di attivazione configurabili, rilascio rapido o comportamenti differenti in base alla profondità della pressione, ammesso che l’hardware esponga tali dati.

Un progetto aperto consentirebbe di verificare se le funzioni promesse derivino realmente dalla lettura analogica dello switch o da semplici regolazioni temporali. Consentirebbe anche di sperimentare curve e soglie senza attendere un aggiornamento dell’applicazione Keychron.

La pubblicazione del codice non trasforma automaticamente ZGM in un firmware installabile su Logitech, Razer, Corsair o SteelSeries. Per eseguire un porting servono informazioni sulla scheda, pin del microcontrollore, sensore, memoria, radio, circuito di alimentazione e bootloader. Molti prodotti commerciali non pubblicano schemi e possono impedire il caricamento di immagini non firmate.

Persino tra due mouse Keychron potrebbero cambiare CPU e componenti: ogni modello richiederà una definizione della scheda, driver compatibili, parametri del sensore e test specifici.

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