Microsoft Publisher ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita, lasciando sul tavolo un problema tutt’altro che trascurabile: come aprire, modificare e recuperare i file PUB creati nel corso di decenni di attività? La risposta arriva anche dal mondo open source: LibreOffice Draw permette di importare i documenti di Publisher, modificarne numerosi elementi e salvarli in un formato aperto, senza dover ricorrere al programma Microsoft ormai abbandonato. Si tratta di un’opportunità particolarmente interessante per scuole, associazioni, uffici pubblici e piccole imprese che conservano archivi di volantini, brochure, calendari, newsletter e altro materiale realizzato con Publisher.
Publisher debuttò nel 1991 come applicazione di desktop publishing, pensata per consentire anche agli utenti meno esperti di impaginare documenti destinati alla stampa. A differenza di Word, il programma privilegiava il posizionamento degli oggetti sulla pagina: caselle di testo, immagini, forme geometriche, colonne e altri elementi grafici potevano essere disposti liberamente, senza sottostare ai vincoli tipici di un elaboratore di testi.
Il 13 ottobre 2026 Microsoft ha concluso ufficialmente il supporto per le versioni perpetue di Publisher, in coincidenza con la fine del supporto per Office 2021 e Office LTSC 2021. Per gli abbonati a Microsoft 365, invece, la rimozione del programma è iniziata il 1° ottobre 2026. Gli utenti che dispongono di una versione perpetua possono continuare a utilizzarla, ma senza ulteriori aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico. Chi utilizzava Publisher attraverso Microsoft 365 perde invece la possibilità di avviare il programma e lavorare sui documenti.
LibreOffice interviene dopo l’addio di Microsoft Publisher
In un intervento pubblicato sul blog di The Document Foundation (TDF), Italo Vignoli richiama l’attenzione sulle conseguenze della decisione Microsoft. Il problema, osserva, non riguarda soltanto la scomparsa di un’applicazione dal mercato, ma anche la possibilità per gli utenti di continuare ad accedere ai propri documenti.
Molte organizzazioni conservano materiali realizzati negli anni con Publisher: si pensi a una scuola che aggiorna annualmente il proprio opuscolo informativo, a un’associazione che riutilizza i modelli delle locandine oppure a un’impresa che mantiene i file originali di cataloghi e listini. Spesso bisogna cambiare testi, sostituire immagini, aggiornare informazioni e mantenere l’impaginazione originale.
Microsoft suggerisce di convertire i documenti PUB in PDF per conservarne l’aspetto e consentirne la stampa, oppure di trasferirne il contenuto in formati modificabili con Word. The Document Foundation contesta però l’idea e osserva che tali consigli, purtroppo, non risolvono il problema.
Il formato PDF conserva la rappresentazione delle pagine, ma non offre la stessa flessibilità del documento sorgente. Si può intervenire sui PDF attraverso appositi editor, ma per la modifica di un’impaginazione complessa si potrebbero sperimentare difficoltà importanti. Il formato DOCX, d’altra parte, permette di modificare i testi, ma non riproduce la struttura di una pubblicazione progettata con oggetti posizionati liberamente sulla pagina.
Come LibreOffice riesce ad aprire i file PUB senza Microsoft Publisher
La capacità di LibreOffice di leggere i file Publisher non nasce in occasione della recente dismissione del programma Microsoft. È il risultato di un lavoro tecnico iniziato molti anni prima, nell’ambito del Document Liberation Project, iniziativa promossa da TDF per recuperare informazioni conservate in formati proprietari, spesso poco documentati o non più supportati dai produttori originali.
Una delle componenti sviluppate dal progetto è libmspub, una libreria open source scritta in C++ e distribuita con licenza Mozilla Public License 2.0: permette di analizzare i documenti Microsoft Publisher, interpretarne le strutture interne e mettere a disposizione delle applicazioni le informazioni necessarie per ricostruire il contenuto delle pagine.
Nei file PUB convivono informazioni sulle dimensioni delle pagine, coordinate degli oggetti, attributi tipografici, elementi vettoriali, immagini incorporate e relazioni tra i diversi componenti dell’impaginazione. Alcune generazioni del formato sfruttano inoltre strutture di archiviazione binarie di tipo OLE Compound File, nelle quali il contenuto si distribuisce tra diversi flussi interni.
Il codice di libmspub include quindi dei parser dedicati a differenti generazioni del formato Publisher: esaminando il codice sorgente del progetto, si osserva come la libreria identifichi la versione del documento e selezioni il parser appropriato.
LibreOffice utilizza un filtro di importazione che interpreta il documento originale e ne ricostruisce gli elementi all’interno del proprio modello grafico. L’operazione è possibile grazie al lavoro di reverse engineering svolto dagli sviluppatori per comprendere formati non completamente documentati attraverso specifiche pubbliche.
Attenzione alla compatibilità: non tutti i documenti Publisher si convertono perfettamente
La possibilità di aprire un file PUB con LibreOffice Draw non implica, tuttavia, che il risultato ottenibile sia certamente sovrapponibile con l’originale: concorrono fattori come la versione del file, le caratteristiche utilizzate e le capacità del filtro installato.
Le differenze tra Publisher e LibreOffice Draw sono più evidenti quando l’impaginazione sfrutta font non disponibili nel sistema, effetti grafici particolari, collegamenti tra caselle di testo o funzionalità specifiche del software Microsoft.
Se Draw sostituisce il carattere originale con un altro, anche una variazione apparentemente minima nella larghezza delle lettere può alterare l’andata a capo, modificare l’altezza dei paragrafi e spostare gli elementi circostanti. In una composizione che presenta colonne strette, poche differenze possono cambiare sensibilmente la disposizione dell’intera pagina.
Bisogna inoltre verificare immagini ritagliate, elementi raggruppati, trasparenze, rotazioni, margini di stampa e ordine di sovrapposizione degli oggetti. Particolare cautela serve per documenti destinati alla tipografia: la corretta visualizzazione sul monitor non garantisce automaticamente che abbondanze, colori e altri parametri di stampa risultino adeguati.
LibreOffice Draw assicura insomma una concreta possibilità di recupero e riutilizzo dei file PUB, ma l’importazione con la suite libera di TDF non può offrire una conversione perfetta.
Scribus è un’altra alternativa per recuperare i documenti Publisher
TDF cita anche Scribus, applicazione open source specializzata nell’impaginazione professionale.
Rispetto a Draw, Scribus nasce specificamente per la produzione editoriale e mette a disposizione strumenti più orientati alla gestione tipografica, alle pagine complesse e alla preparazione dei materiali per la stampa.
Anche Scribus utilizza libmspub per importare i file Publisher ma risponde a un’esigenza diversa: per correggere una locandina, aggiornare un volantino o recuperare una pubblicazione Publisher di poche pagine, LibreOffice Draw rappresenta spesso la strada più immediata. Chi deve invece ricostruire lavorazioni articolate, gestire in maniera approfondita la tipografia oppure preparare prodotti editoriali per una stampa professionale può trovare in Scribus strumenti più appropriati.
Infine, LibreOffice permette di salvare il risultato in ODG, formato appartenente a uno standard aperto; Scribus utilizza invece il proprio formato di progetto SLA, documentato e basato su XML, ma non appartenente allo standard OpenDocument.