Photoshop gira su un chip Raspberry Pi da pochi centesimi: com'è possibile

Un Raspberry Pi RP2350 da circa 60 pence emula un Macintosh e fa girare Photoshop e WordPerfect: come funziona l'esperimento.
Photoshop gira su un chip Raspberry Pi da pochi centesimi: com'è possibile

Un microcontrollore dal costo di pochi centesimi può arrivare a emulare un Macintosh abbastanza potente da eseguire software storico come Photoshop e WordPerfect.

Il progetto, realizzato con un Raspberry Pi RP2350 e una scheda Adafruit Fruit Jam, non trasforma però il chip in un computer moderno: ricrea un ambiente con requisiti molto più ridotti.

Il confronto con il Macintosh SE del 1989, all’epoca venduto a una cifra elevatissima, evidenzia soprattutto il crollo del costo dell’hardware e l’aumento della potenza disponibile. L’esperimento propone anche una riflessione concreta: per scrivere, leggere, ascoltare musica o consultare contenuti semplificati potrebbe bastare una macchina molto meno complessa di un PC contemporaneo.

RP2350 emula un Macintosh

Il componente centrale è il Raspberry Pi RP2350, microcontrollore dual core capace di raggiungere i 150 MHz e dotato di 520 kB di SRAM interna. Il chip supporta inoltre memoria PSRAM esterna, USB 1.1, interfacce SPI e I2C, DMA e tre blocchi PIO con dodici state machine complessive. Sono caratteristiche pensate per sistemi embedded, ma sufficienti per ricreare una piattaforma Macintosh d’epoca attraverso un emulatore.

Il progetto utilizza una configurazione con due processori virtuali a 150 MHz, 4 MB di RAM e diversi gigabyte di spazio di archiviazione disponibili tramite supporti esterni. Il sistema non deve gestire browser moderni, servizi cloud o interfacce grafiche complesse: riproduce invece un computer storico con requisiti molto più contenuti.

La dimostrazione più curiosa riguarda Photoshop. Il programma si avvia nell’ambiente emulato e consente di creare una semplice immagine monocromatica. Non è, naturalmente, una versione moderna del software destinata alla gestione di fotografie ad alta risoluzione. Il risultato dimostra la compatibilità con una piattaforma Macintosh storica, non la possibilità di trasformare il microcontrollore in una workstation grafica.

Anche WordPerfect 1.0 funziona correttamente e mette in luce un aspetto interessante. Un’interfaccia essenziale, una tastiera e l’assenza di notifiche continue possono rendere il sistema particolarmente adatto alla scrittura. Le attività quotidiane, in questo scenario, richiedono molte meno risorse rispetto a quelle normalmente disponibili su un computer moderno.

Un computer essenziale e a basso consumo

Per la parte hardware è stata utilizzata la Adafruit Fruit Jam, una scheda già assemblata basata sull’RP2350. La piattaforma aggiunge Wi-Fi, controllo a infrarossi e collegamenti per display e tastiera, evitando la necessità di saldare direttamente i componenti. La memoria resta uno degli aspetti più delicati: i 520 kB integrati sono notevoli per un microcontrollore, ma insufficienti per alcune applicazioni emulate. Per Photoshop e WordPerfect diventa quindi utile la PSRAM esterna.

Il progetto evidenzia anche i problemi di compatibilità tra schede diverse. Sebbene utilizzino lo stesso chip, i modelli RP2350 possono assegnare i GPIO in modo differente alla scheda SD, alle porte USB e alle altre periferiche. Il software deve quindi essere adattato alla configurazione elettrica specifica della scheda.

L’esperimento suggerisce infine un possibile computer personale minimale, con display e-paper, tastiera, memoria locale, Wi-Fi e software stabile. Potrebbe concentrarsi su testi, posta, musica, messaggistica e pagine semplificate, rinunciando ai siti moderni ricchi di JavaScript e contenuti multimediali. Il Web attuale resta infatti il principale ostacolo, mentre protocolli più leggeri come Gemini si adatterebbero meglio a una piattaforma di questo tipo.

Il valore del progetto non sta soltanto nell’emulare un Macintosh con un chip economico. Mostra che autonomia, semplicità, riparabilità e privacy possono diventare obiettivi più importanti delle prestazioni assolute, soprattutto per dispositivi destinati a poche funzioni ben definite.

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