Chi lavora spesso con i supporti d’installazione di Windows conosce bene Rufus: un tool leggero, portabile, capace di creare supporti USB avviabili con una velocità e una flessibilità difficili da eguagliare. Nato nei primi anni 2010 per semplificare la scrittura delle immagini ISO su dispositivi rimovibili, Rufus si è evoluto insieme alle esigenze degli amministratori di sistema, soprattutto con l’arrivo di Windows 11 e dei suoi requisiti hardware più stringenti.
Rufus 4.14, rilasciato di recente, introduce modifiche rilevanti proprio in questa direzione; ma insieme alle novità emergono anche alcune criticità tecniche che meritano attenzione.
L’adozione di Windows 11 ha imposto requisiti come la presenza del chip TPM 2.0, l’utilizzo di Secure Boot e quantitativi minimi di RAM. Rufus, già nelle versioni precedenti, ha integrato una serie di opzioni per aggirare tali verifiche durante la creazione del supporto d’installazione.
Con la release 4.14, lo sviluppatore Pete Batard ha ampliato queste capacità introducendo anche una modalità di installazione silenziosa e strumenti per rimuovere alcune app preinstallate già a livello di contenuto del file ISO. Proprio queste modifiche hanno aperto la porta a comportamenti inattesi.
Installazione silenziosa: promessa interessante, ma ancora instabile
Tra le novità più discusse della versione 4.14 c’è la nuova opzione di installazione silenziosa, pensata per automatizzare il setup di Windows senza interazioni manuali. In teoria, consente di configurare in anticipo parametri come account locale, impostazioni regionali e disattivazione di componenti non necessari. Windows 11 provvederà a caricarsi sul sistema, a partire dal supporto generato con Rufus, senza nulla chiedere all’utente.
In pratica, però, diversi utenti hanno riscontrato un blocco durante il processo, con la procedura che si arresta intorno al 75%. Il comportamento suggerisce un problema nella fase di esecuzione degli script di configurazione automatica o nella gestione delle fasi OOBE (Out-Of-Box Experience). Batard, da parte sua, ha confermato l’anomalia, indicando che la causa è già stata individuata ma non ancora corretta ufficialmente.
Per il momento è bene evitare la modalità silenziosa: meglio tornare alle modalità di gestione del supporto di avvio più tradizionali, sempre con Rufus.
Bug nelle preferenze WUE (Esperienza utente Windows): cosa cambia davvero
Un problema meno evidente riguarda la gestione delle preferenze legate alla Windows User Experience (Esperienza utente Windows). Sono le opzioni che permettono di definire come deve comportarsi il setup di Windows, inclusa la possibilità di bypassare i requisiti hardware.
Con la versione 4.14, alcuni utenti hanno notato che Rufus non memorizza correttamente le scelte effettuate. Si disattivano tutte le opzioni, si conferma e si riavvia la procedura; al tentativo successivo, le impostazioni risultano nuovamente attive. Il comportamento si manifesta sia interrompendo la creazione del supporto sia completandola.

Nelle versioni precedenti, come la 4.13, il salvataggio delle preferenze funzionava correttamente, segno evidente che si tratta di un problema introdotto in Rufus di recente.
Secondo quanto spiegato dallo sviluppatore, la causa risiede in modifiche interne legate alla gestione delle finestre di dialogo.
L’impatto operativo, tuttavia, è limitato: l’opzione di bypass dei requisiti hardware di Windows 11 resta attiva di default e, come chiarito da Batard, non altera in alcun modo il funzionamento finale del sistema installato.
Considerazioni finali e aggiornamento in arrivo
Chi utilizza Rufus regolarmente sa leggere questi segnali: la rapidità con cui emergono bug dopo aggiornamenti importanti (e il riscontro puntuale che fornisce sempre Batard) indica che il progetto è attivo e in continua evoluzione.
La buona notizia è che i problemi emersi sono circoscritti e già compresi dallo sviluppatore. La correzione dovrebbe quindi arrivare rapidamente, probabilmente con una minor release. Fino ad allora, la scelta più prudente resta quella di mantenere configurazioni note e stabili, soprattutto in contesti professionali dove la prevedibilità conta più della novità.
Per il resto, Rufus rimane uno strumento punto di riferimento sia per le installazioni pulite (“da zero”) di Windows 11 che per gli aggiornamenti in-place (ad esempio per il passaggio da Windows 10 a Windows 11). Rufus permette di aggiornare i sistemi senza perdere dati e programmi: nell’articolo abbiamo spiegato il semplice trucco che usa, anticipando il caricamento del file setup.exe di Microsoft con le modifiche a livello di registro che consentono di sbloccare l’installazione di Windows 11 su qualunque sistema, anche quelli che non soddisfano i requisiti minimi (fatte eccezione per i sistemi più vecchi che non supportano le istruzioni POPCNT e le estensioni SSE4.2 a livello di chip).