Firefox per iPhone prepara il blocco nativo delle pubblicità

Mozilla sta testando un ad blocker integrato in Firefox per iOS: come funziona, quali limiti ha e perché cambia la privacy su iPhone.

Firefox per iPhone si prepara a fare un passo importante sul fronte del blocco delle pubblicità.

Mozilla sta distribuendo a un numero limitato di utenti una funzione Ad Blocker integrata direttamente nel browser, con l’obiettivo di filtrare gli annunci senza richiedere applicazioni o estensioni esterne. Il test è comparso pubblicamente nell’agosto 2026 e rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla protezione antitracciamento già disponibile su Firefox per iOS.

La novità arriva dopo anni di limitazioni legate alla piattaforma Apple, che impone ai browser terzi l’uso di WebKit invece del motore Gecko.

Mozilla testa un Ad Blocker nativo su Firefox per iOS

Il test pubblico riguarda una distribuzione limitata della nuova funzione, con Mozilla che invita gli utenti a segnalare quali annunci continuano a comparire e quali siti presentano problemi.

La funzione compare nelle impostazioni del browser alla voce Ad Blocker, con un rilascio iniziale su Firefox per iOS 153.3 e versioni successive, ma l’attivazione avviene in modo progressivo. Una volta disponibile, il blocco può essere attivato e lasciato operare durante la normale navigazione, senza essere confuso con un’estensione installata dall’utente. Il filtro entra direttamente nella logica del browser e utilizza liste basate su EasyList per identificare e bloccare annunci, tracker pubblicitari, pop-up e overlay invasivi a livello di rete.

Perché il blocco delle pubblicità su iPhone è stato difficile

La storia del blocco dei contenuti su Firefox per iOS parte da un limite tecnico preciso: Apple impone ai browser di terze parti l’utilizzo di WebKit per il rendering delle pagine, anche se le regole europee hanno introdotto alcune eccezioni.

Mozilla non può quindi portare su iPhone lo stesso motore Gecko utilizzato da Firefox su desktop e Android, e questo ha impedito per anni un sistema di filtraggio paragonabile a quello disponibile sulle altre piattaforme. Anche le estensioni funzionano in modo diverso rispetto al desktop, con Safari che dispone di un’architettura specifica per i Content Blocker che utilizza regole precompilate per decidere quali richieste o elementi di una pagina impedire.

La differenza tra Enhanced Tracking Protection e un vero Ad Blocker

La distinzione tra protezione antitracciamento e blocco pubblicitario è importante, perché ETP può impedire il caricamento di risorse associate a tracker conosciuti e, come effetto collaterale, far sparire alcune pubblicità, ma non nasce come sistema generalizzato per eliminare gli annunci da una pagina. Un ad blocker deve affrontare un problema più ampio, identificando richieste pubblicitarie, script, iframe, elementi HTML e risorse grafiche riconducibili a reti pubblicitarie, intervenendo a più livelli con liste di filtri come EasyList. Il filtraggio cosmetico permette inoltre di rimuovere anche lo spazio lasciato nella pagina dopo il blocco della risorsa, migliorando l’esperienza visiva.

Quando sarà disponibile e limiti tecnici

Mozilla non ha ancora indicato una data definitiva per la disponibilità generale dell’Ad Blocker su Firefox per iOS, ma il fatto che il blocco sia già in distribuzione sperimentale mostra che il progetto ha raggiunto una fase concreta.

La priorità immediata resta verificare l’efficacia delle liste, individuare i siti problematici e capire quanto il sistema incida sulla velocità di caricamento delle pagine. Il nuovo blocco pubblicitario si inserisce in una fase di forte evoluzione per Firefox, con Mozilla al lavoro su Project Nova, un importante aggiornamento dell’interfaccia e dell’esperienza d’uso previsto nel corso del 2026.

La disponibilità di un ad blocker integrato non elimina i vincoli della piattaforma, perché Firefox per iOS continua a dipendere dalle tecnologie WebKit e dalle API che Apple rende disponibili ai browser alternativi. Anche il nuovo sistema dovrà quindi operare entro limiti differenti rispetto a un’estensione Firefox su desktop o Android, soprattutto nella gestione delle richieste di rete e nella possibilità di intervenire sui contenuti della pagina dopo il caricamento.

La versione attualmente in prova rappresenta comunque un cambiamento rilevante per gli utenti iPhone, offrendo su iPhone un livello di filtraggio pubblicitario più vicino a quello che gli utenti si aspettano da un browser orientato alla privacy.

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