Come installare e usare Michelangelus, il font che replica la grafia di Michelangelo

Microsoft distribuisce gratis Michelangelus, il font nato dalla grafia di Michelangelo. Come installarlo su Windows, macOS e Linux e quali limiti impone la licenza.

La grafia di Michelangelo Buonarroti diventa un carattere tipografico digitale utilizzabile nei documenti, nelle presentazioni e nei progetti grafici. Il font si chiama Michelangelus, nasce da un’iniziativa della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, in collaborazione con Studiogusto, ed è distribuito gratuitamente da Microsoft.

Dietro questo progetto c’è però molto più della digitalizzazione di una calligrafia rinascimentale: oltre 300 manoscritti studiati, un lavoro di ricostruzione delle proporzioni delle lettere e una famiglia tipografica completa, concepita per funzionare con gli strumenti informatici contemporanei.

La possibilità di scaricare gratis Michelangelus pone anche una questione importante: il carattere può essere utilizzato senza limitazioni, anche per finalità commerciali, oppure esistono vincoli sulla distribuzione e sull’incorporazione nei siti Web e nelle applicazioni?

Michelangelus: dalla scrittura di Michelangelo a un font TTF

Il progetto Michelangelus nasce dalla volontà di valorizzare un aspetto meno conosciuto dell’opera di Buonarroti: non le sculture, i dipinti o le architetture, ma il modo in cui l’artista scriveva, organizzava le lettere e disponeva i segni sul foglio.

La grafia di Michelangelo presenta caratteristiche riconoscibili, dalle proporzioni dei caratteri all’alternanza tra tratti energici e linee più controllate. Trasformare una scrittura personale in un font digitale significa però affrontare problemi completamente diversi da quelli della semplice riproduzione di un manoscritto.

Una firma può contenere lettere deformate dal gesto, inclinazioni irregolari e collegamenti che funzionano soltanto in quella particolare sequenza di caratteri. Un font, invece, deve permettere di comporre un numero praticamente illimitato di parole, mantenendo una coerenza visiva indipendentemente dal testo inserito.

Per Michelangelus, i progettisti hanno quindi scelto di interpretare gli aspetti più importanti e distintivi della scrittura di Michelangelo anziché riprodurne meccanicamente ogni irregolarità. Il risultato è una famiglia di caratteri con grazie (serif), nella quale l’impronta rinascimentale convive con le esigenze di leggibilità, uniformità e riproducibilità dei documenti digitali.

Come è fatto Michelangelus: quattro stili e oltre 500 glifi

Michelangelus non è un singolo insieme di lettere, ma una famiglia tipografica articolata in quattro varianti: Regular, Bold, Italic e Bold Italic. Lo si può verificare subito scaricando il file Zip, contenente i vari font.

La presenza di versioni autentiche in grassetto e corsivo è cruciale: nei programmi di videoscrittura, quando una determinata variante non esiste, il software può cercare di simularla aumentando artificialmente lo spessore dei tratti oppure inclinando i caratteri. Il risultato non è quasi mai convincente.

Con Michelangelus, invece, sono disponibili quattro file distinti, ciascuno progettato per il proprio ruolo. Inoltre, sono gestiti complessivamente oltre 500 glifi, ovvero altrettante rappresentazioni grafiche di un carattere o di un segno. Nel repertorio sono presenti lettere latine, caratteri accentati, simboli monetari, segni matematici, frecce, frazioni e legature.

Le legature permettono di sostituire determinate sequenze di lettere con forme disegnate appositamente, migliorando la continuità visiva. Le varianti stilistiche introducono invece forme alternative di alcuni caratteri, particolarmente interessanti quando si desidera ottenere un risultato più vicino alla scrittura manuale.

Studiogusto segnala inoltre l’inclusione di simboli legati alla tradizione cristiana, tra cui croci e il Chi-Rho, il monogramma formato dalle lettere greche chi e rho e storicamente associato a Cristo.

Nonostante le origini religiose e rinascimentali, il carattere è concepito per un utilizzo più ampio: titoli, documenti, pubblicazioni editoriali e comunicazione istituzionale.

Come scaricare Michelangelus gratuitamente da Microsoft

Microsoft ha messo a disposizione il carattere attraverso il proprio Download Center: dopo aver scaricato l’archivio Zip, è sufficiente estrarne il contenuto.

Su Windows 10 e Windows 11, si possono selezionare tutti e quattro i file TTF, fare clic con il tasto destro e scegliere Installa. Se si desidera rendere il carattere disponibile a tutti gli utenti del computer, è possibile utilizzare Installa per tutti gli utenti.

Installazione font TTF Michelangelus Windows

Un’alternativa consiste nell’aprire Impostazioni, selezionare Personalizzazione, quindi Tipi di carattere e trascinare i file nell’area dedicata all’installazione.

Installazione font TTF Windows 11

Su macOS, i file possono essere aperti con l’applicazione Libro Font e installati mediante il relativo comando. Su Linux, si possono collocare i file nella directory ~/.local/share/fonts/ e aggiornare la cache dei caratteri con fc-cache -f.

La compatibilità dichiarata da Microsoft riguarda Windows e macOS, ma il formato utilizzato è supportato anche da numerose applicazioni Linux.

Michelangelus è gratis, ma non è open source: cosa permette la licenza

Il download gratuito di Michelangelus non significa che il carattere possa essere utilizzato e distribuito senza restrizioni.

All’interno dell’archivio Zip pubblicato da Microsoft è infatti presente il documento Michelangelus Fonts EULA.rtf, contenente le condizioni contrattuali che disciplinano l’utilizzo della famiglia tipografica. Il testo chiarisce quali diritti sono concessi agli utenti e quali operazioni rimangono vietate.

Chi accetta la licenza può installare e utilizzare un numero illimitato di copie di Michelangelus sui propri dispositivi, senza limiti temporali. L’autorizzazione è infatti concessa a tempo indeterminato, purché siano rispettate le condizioni contrattuali. Non è richiesto un abbonamento a Microsoft 365 e il documento non distingue tra utenti privati, professionisti e aziende.

Utilizzo commerciale, redistribuzione e incorporazione del font

Un altro aspetto importante riguarda l’utilizzo commerciale: la licenza non contiene un divieto generale di impiegare Michelangelus per realizzare documenti aziendali, presentazioni professionali, pubblicazioni, materiali pubblicitari o progetti grafici destinati ad attività economiche. Non si tratta, quindi, di un carattere espressamente riservato all’uso personale o non commerciale. È invece vietato utilizzare il software per fornire servizi commerciali di hosting del software stesso.

Il limite più netto riguarda la redistribuzione: Microsoft specifica espressamente che la licenza non concede alcun diritto di distribuire o concedere in sublicenza, integralmente o parzialmente, il software tipografico a terzi. Non è quindi consentito pubblicare liberamente i file .ttf, includerli in un proprio pacchetto di installazione, distribuirli insieme a un’applicazione oppure metterli a disposizione di altri utenti come download autonomi.

È un aspetto cruciale, ad esempio, per gli sviluppatori Web. Installare Michelangelus sul proprio computer e utilizzarlo per creare un’immagine o un elemento grafico è diverso dal caricare i file del carattere su un server e distribuirli ai browser dei visitatori attraverso la regola CSS @font-face. La licenza non concede i diritti di distribuzione necessari per utilizzare liberamente Michelangelus come Web font: per questa modalità di impiego occorrerebbe quindi un’autorizzazione aggiuntiva.

Un’ulteriore cautela riguarda l’incorporazione del font nei documenti PDF e in altri formati. Il contratto non contiene disposizioni specifiche sull’embedding, ossia sull’inclusione dei dati del carattere all’interno del documento distribuito.

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