Sovranità digitale: Germania e Francia definiscono una nuova strategia

Parigi e Berlino spingono per regole comuni, AI europea e cloud sovrani per ridurre le dipendenze tecnologiche esterne.
Sovranità digitale: Germania e Francia definiscono una nuova strategia

La dipendenza europea da infrastrutture digitali sviluppate fuori dall’UE è diventata uno dei temi centrali delle politiche tecnologiche degli ultimi anni.

Cloud, Intelligenza Artificiale, servizi SaaS e data center sono ormai componenti essenziali per pubbliche amministrazioni, banche e operatori delle infrastrutture critiche. In questo scenario, Francia e Germania hanno deciso di accelerare il percorso verso una maggiore autonomia tecnologica, presentando proposte comuni per definire con più precisione il concetto di sovranità digitale e ridurre i rischi derivanti dalle dipendenze strategiche esterne.

Cosa prevede la proposta franco-tedesca

Uno degli obiettivi principali consiste nella creazione di criteri comuni per valutare il livello di autonomia di servizi e tecnologie utilizzati nell’Unione. Parigi e Berlino ritengono che il termine “sovranità digitale” sia troppo spesso usato in modo generico e necessiti di parametri misurabili.

Il modello proposto considera diversi elementi: capacità tecnologica, controllo giuridico, protezione dei dati, resilienza delle infrastrutture e creazione di valore economico sul territorio europeo. L’obiettivo non è l’isolamento tecnologico, ma identificare e mitigare le dipendenze considerate critiche.

La spinta politica è cresciuta dopo alcuni episodi che hanno evidenziato la vulnerabilità delle imprese europee rispetto a decisioni prese oltreoceano. Tra i più citati figura la temporanea limitazione dell’accesso a modelli AI avanzati sviluppati negli Stati Uniti, un evento che ha alimentato il dibattito sulla necessità di alternative europee nei settori strategici. Secondo i due governi, garantire continuità operativa nei servizi digitali essenziali deve diventare un pilastro delle future politiche industriali dell’Unione, con implicazioni che vanno ben oltre la sicurezza informatica e toccano ricerca, innovazione e competitività economica.

Cloud e AI: dove si concentra la strategia

Gran parte delle discussioni ruota attorno alle piattaforme cloud e ai sistemi di intelligenza artificiale, ambiti in cui il mercato europeo dipende in larga misura da operatori statunitensi.

La strategia franco-tedesca non punta a sostituire completamente tali fornitori, ma a creare condizioni favorevoli per la crescita di operatori europei capaci di offrire servizi competitivi e conformi alle normative dell’UE. Negli ultimi mesi sono emersi progetti di cloud sovrano con infrastrutture dedicate, gestione europea e requisiti specifici per enti pubblici e settori regolamentati.

Sul fronte degli investimenti, la Francia ha annunciato una nuova fase del programma Tibi da circa 13 miliardi di euro aggiuntivi, con un volume complessivo che potrebbe avvicinarsi a 31 miliardi entro il 2030. Diverse figure del settore tecnologico europeo chiedono inoltre la creazione di un fondo continentale dedicato all’AI da 100 miliardi di euro, per sostenere ricerca, addestramento di modelli avanzati e infrastrutture computazionali competitive.

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