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martedì 27 settembre 2022 di 1534 Letture
Codec AV1: perché è importante. Google presenta una versione che migliora le prestazioni

Codec AV1: perché è importante. Google presenta una versione che migliora le prestazioni

Come funziona il codec AV1: la nuova versione AOM-AV1 3.5 che offre performance ulteriormente migliorate.

Un codec è un componente che si occupa della codifica e della decodifica digitale di un segnale. Ciascun codec contiene la "ricetta" per la compressione dei dati e la successiva decompressione, con o senza perdita di informazione (algoritmi lossy e lossless).

I codec vengono utilizzati non solo per la compressione video ma anche per gestire flussi musicali e per comprimere immagini, testi, documenti e così via.

Se nel caso dei flussi multimediali è possibile sacrificare un po’ di qualità a fronte di una minore occupazione della banda di rete e di file più leggeri da memorizzare e gestire, nel caso dei noti formati come Zip, 7-Zip, RAR,... non possono essere introdotte perdite (sono tutti formati lossless) altrimenti verrebbe meno l'integrità stessa dei dati.

Abbiamo visto che cambiare formato di foto e immagini permette di ottenere file più o meno leggeri, spesso più adatti all'inserimento in un documento Word o più facili da inviare via email.

Allo stesso modo, poter trasferire contenuti multimediali con un codec efficace è utile per tutti e in particolare per chi quei contenuti li diffonde: si pensi ai network televisivi e alle varie piattaforma di streaming online.

Il digitale terrestre italiano resta ancorato all'utilizzo del codec H.264 (AVC); soltanto con la futura adozione dello standard DVB-T2 i broadcaster saranno chiamati ad abbracciare il codec H.265 (HEVC).

Sul satellite, invece, grazie a DVB-S2 vengono veicolati contenuti di qualità con risoluzione 4K UHD proprio utilizzando HEVC.

Sono però le piattaforme di streaming che possono e devono necessariamente aggiornarsi utilizzando codec sempre più efficaci.

Abbiamo visto, brevemente, le differenze tra H.264 AVC e H.265 HEVC. Dal 2018 ad oggi, quando ne fu pubblicata la versione iniziale, il più recente codec AV1 ha riscosso un grande interesse da parte di tutta l'industria.

Proposto da un consorzio di aziende (Alliance for Open Media) che ha visto, tra i promotori della prima ora, nomi quali Amazon, Cisco, Google, Intel, Microsoft, Mozilla e Netflix, AV1 (AOMedia Video 1) è aperto, royalty-free e progettato per la trasmissione di contenuti via Internet.

Abbiamo visto quanta banda è necessaria per lo streaming online: ecco, migliorando il codec si possono trasferire contenuti di migliore qualità occupando addirittura meno banda.

Agendo sul bitrate è poi possibile regolare la "ricchezza" di informazioni trasferite nell'unità di tempo anche qui con conseguenze dirette in termini di occupazione di banda.

Netflix si è gettata a capofitto sul supporto di AV1 avviandone l'utilizzo su Android da febbraio 2020. All'incirca da novembre 2021 gli stream AV1 sono stati utilizzati da Netflix anche sulle smart TV compatibili.

Netflix e Intel hanno più volte ribadito che AV1 permette di dimezzare la banda richiesta senza penalizzare la qualità.

Inutile dire che i browser sono tra i primi ad aver abbracciato AV1: Chrome da ottobre 2018 e da aprile 2021 integra anche un encoder; Firefox da maggio 2019 con decodifica software, da maggio 2022 con supporto per il decoding in hardware; Edge dal 2018 con il rilascio di Windows 10 versione 1809. Un riproduttore multimediale famosissimo come VLC ha adottato AV1 a partire dalla release 3.0.

In Windows 10 e Windows 11 il supporto AV1 può essere introdotto installando AV1 Video Extension dal Microsoft Store.

Google presenta AOM-AV1 3.5

Tra i sostenitori più attivi c'è ovviamente Google che proprio in questi giorni ha presentato l'aggiornamento AOM-AV1 3.5 che migliora ulteriormente le prestazioni del codec.

La nuova versione 3.5 di AV1 è molto più efficiente se utilizzata con processori multi-thread e riduce nettamente i tempi di codifica a seconda della risoluzione della sorgente. I test hanno mostrato una riduzione del 34% del tempo di codifica su una CPU con 16 o più thread.

Le performance risultano migliori del 30-34% per i video fino a 1080p mentre per le risoluzioni 4K è stata registrata una riduzione del tempo di codifica pari al 18-20% usando una CPU a 32 thread.

Le GPU Intel Arc e le prossime schede NVIDIA GeForce RTX Serie 40 supportano la codifica e la decodifica hardware con AV1.

Nel frattempo Google sta lavorando "dietro le quinte" per dare un forte impulso alla diffusione di AV1 a tutti i livelli, piattaforme di streaming comprese.


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